mark zuckerberg parlamento europeo

Negli scorsi giorni l'autorità garante per la privacy nel Regno Unito ha finalmente comminato a Facebook una multa per le conseguenze dello scandalo Cambridge Analytica, nel quale le informazioni sensibili di milioni di utenti iscritti al social sono state sfruttate a scopi propagandistici. L'entità della sanzione però sta facendo discutere, poiché si tratta di circa 560.000 euro, per un'azienda che in un trimestre ne fattura circa quasi 5 miliardi.

Cifre simili sono perfino difficili da rapportare alla multa comminata dall'autorità inglese, tanto che The Verge ha dovuto fare ricorso a un sistema di grafici per far comprendere quanto la punizione inflitta a Facebook possa risultare insignificante per le attività dell'azienda. Dal conteggio emerge che la sanzione da 560.000 euro ammonta a poco più di un quarto della quantità di denaro che ogni ora entra nelle casse del gruppo.

L'accusa rivolta al gruppo di Mark Zuckerberg è quella di non aver adeguatamente informato i propri utenti sui rischi inerenti all'installazione di app da parte di sviluppatori terzi, e di aver permesso a questi ultimi di fare incetta di informazioni sensibili attraverso app mascherate da test psicologici e giochi. La multa era stata annunciata già mesi fa e ora è ufficiale, ma cifra chiesta al social network resta troppo bassa, soprattutto considerando che per recuperarla a Facebook basterà un quarto d'ora e che i cittadini del Regno Unito coinvolti nella raccolta di dati sono stati almeno un milione.

Per fortuna presto le cose dovrebbero cambiare. Nella pubblicazione della notizia il garante ha infatti sottolineato come l'ammontare della multa comminata a Facebook sia stato il massimo previsto dalla vecchia legislazione applicata in questo caso, ma che in realtà — dall'entrata in vigore del GDPR — violazioni simili porteranno a multe decisamente più cospicue: fino a 19 milioni di euro o fino al 4 percento del fatturato globale annuale dell'azienda colpita — che nel caso di Facebook avrebbe portato a un esborso di 1,4 miliardi di euro.