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Facebook sposa la musica di Spotify e parla di “serendipità”

Attraverso i Facebook credits, sarà possibile iscriversi a Spotify, condividere brani con i propri amici e ascoltarli insieme a loro. Mark Zuckerberg ha chiamato tutto questo (e molto altro) “Real-time Serendipity”. Ma cosa intendeva davvero?
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A cura di Anna Coluccino
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Real-time Serendipity è una delle espressioni che Mark Zuckerberg ha più volte utilizzato nel corso del keynote dell'ultimo F8 per spiegare alcune dell più importanti novità introdotte nella nuova version del social network. Ma quanti di voi conoscono il significato della parola "serendipità"? E come mai il papà di Facebook ha deciso di utilizzarla in relazione ad alcune delle novità in arrivo sulla piattaforma?

Pur trattandosi di un neologismo presente anche in italiano, è molto poco utilizzato nella nostra lingua o, almeno, lo è molto meno che negli USA, dove è penetrato in profondità diventando un lemma di utilizzo pressoché quotidiano.

Il termine serendipità, nel suo uso più comune, viene definito come la sensazione che si prova nello scoprire o trovare inaspettatamente qualcosa che non si stava cercando. Si tratta di una sensazioni dalle connotazioni molto positive che, nelle sue accezioni più scientifico-sociologiche, ha a che vedere anche con la capacità di collegare indizio sparsi e apparentemente senza senso che poi consentono di incappare in una rivelazione illuminante (la classica epifania).

Ma che c'entra tutto questo con Facebook (vi domanderete)?

La risposta, chiaramente, sta tutta nel genere di interazioni che verranno introdotte dal passaggio dal vecchio "profilo" alla Timeline.

Prendiamo, ad esempio, tutte le novità relative al settore musica. Sappiamo che, grazie alla partnership con Spotify, presto su Facebook si potrà non solo ascoltare musica in streaming ma sarà possibile acquistarla, ricercare per genere e artista, scaricare tutta la musica che si desidera sottoscrivendo un abbonamento (e non pagando le singole tracce come accade su iTunes), visualizzare le palylist degli amici e persino ascoltare i brani insieme a loro. In real-time.

(Tutto questo vale anche per i film e serie tv. Il partner di Facebook  -in questo caso- è Netflix).

Ed è proprio qui che sta la serendipità. Così come il vecchio "profilo" è diventato "timeline", quella che un tempo chiamavamo "condivisione" diventa "serendipità" e -secondo l'idea di Zuckerberg- può essere interpretata come la condivisione istantanea di un'emozione, di una scoperta musicale o filmica, di un momento lirico condiviso con un amico e che potrebbe condurre alla scoperta di sfumature sempre nuove del suo carattere.

Insomma, se da un lato l'introduzione della Timeline rivela, tra le altre cose, l'intenzione di mostrare un quadro più approfondito della vita e della personalità di ogni utente, le nuove possibilità di interazione rivelano la volontà di aiutare gli iscritti al social network ad andare oltre la semplice pubblicizzazione delle proprie attività e cominciare a vivere l'esperienza Facebook insieme ai propri amici, alla scoperta di quanto si ha in comune e di quanto è possibile conoscere lasciandosi avvolgere per qualche ora (completamente) dalle passioni altrui.

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