Come molte altre aziende multinazionali, anche Facebook coltiva una vera e propria passione per le informazioni che riguardano i propri utenti, e per questo ha appena lanciato Study: un'app che rimane sempre in attività sullo smartphone di chi la installa e che analizza il comportamento degli utenti, per inviare agli sviluppatori di Menlo Park alcuni dati sull'utilizzo del telefono anche quando il social network è chiuso. Messa così in effetti non esiste una sola ragione che potrebbe spingere qualcuno a installare un software del genere sul proprio telefono, motivo per cui Facebook ha reso Study parte di un programma di indagine a pagamento, che permette cioè agli utenti arruolati di essere ricompensati per i dati che forniscono.

Non è certo un mistero che Facebook sia interessata al modo in cui gli utenti usano il loro smartphone e le app che lo popolano: qualche mese fa la società era infatti già finita nel mirino di Apple per aver proposto ad alcuni utenti qualcosa di molto simile. L'app si chiamava Facebook Research, il programma era decisamente meno trasparente e – nel caso di iOS – l'app che ricevevano gli utenti utilizzava particolari certificati di autenticazione forniti dalla casa di Cupertino ad uso esclusivo degli sviluppatori. L'espediente era stato escogitato all'insaputa di Apple e serviva per consentire a Facebook Research di raccogliere più dati di quanto sia possibile fare per una normale app su iOS, ma la vicenda si è ritorta contro al social e ha innescato una vera e propria crisi diplomatica tra le due aziende.

Non sorprende dunque che questa volta Facebook abbia deciso di rivolgersi solo agli utenti Android: Study si può facilmente distribuire sul Play Store e i numerosi permessi che chiede possono essere garantiti manualmente e con poco sforzo dagli utenti che desiderano partecipare al programma. Per chi sta già facendo posto nel portafogli per una nuova fonte di guadagni però ci sono due cattive notizie: intanto Facebook non ha ancora dichiarato pubblicamente (e non è sicuro che lo faccia) quanto ha intenzione di corrispondere agli utenti che si presteranno all'indagine; soprattutto però per poter fare da cavie per il gruppo di Mark Zuckerberg occorrerà aver ricevuto l'apposito annuncio spedito solo a una cerchia ristretta di utenti, per ora solo negli Stati Uniti e in India.