Nella giornata di ieri chiunque abbia provato ad accedere a WhatsApp, Facebook e Instagram ha avuto non poche difficoltà. I tre portali sono rimasti irraggiungibili dalle 12 alle 15 in tutta Europa per responsabilità interamente riconducibili a Facebook, ma il disservizio ha coinvolto tre piattaforme di uso talmente diffuso che in molti hanno attribuito il disservizio agli operatori telefonici. In tutto ciò però il gruppo di Mark Zuckerberg non ha avuto molto da dire, anzi: a problema risolto, la società si è limitata a confermare che "alcune persone potrebbero aver riscontrato problemi di accesso alle app della famiglia Facebook", lasciando gli osservatori a chiedersi quale fosse la causa del malfunzionamento.

In mancanza di spiegazioni, un'ipotesi che vale la pena prendere in considerazione è che quello verificatosi ieri potrebbe non essere stato un malfunzionamento, o almeno non del tutto. Facebook infatti ha ormai da qualche settimana anticipato di essere al lavoro su un'opera di riorganizzazione che si preannuncia immensa: una trasformazione che porterà il social ad allontanarsi dai post pubblici per avvicinarsi alle comunicazioni private, criptate ed effimere. Del cambiamento — annunciato a inizio marzo — farà parte anche l'integrazione di tre servizi di messaggistica istantanea in mano al gruppo: WhatsApp, Facebook Messenger e i Direct di Instagram. Si tratta in sostanza di un'operazione titanica che coinvolge piattaforme frequentate da miliardi di persone costantemente connesse ai relativi server; alla base dei fatti di ieri potrebbero esserci lavori in corso proprio in quest'ambito.

Del resto poco meno di un mese fa il social è stato protagonista di un episodio analogo, ovvero del suo più lungo periodo di blackout; l'episodio ha riguardato solamente Facebook e in parte Instagram, ma è durato più di mezza giornata. Allora — forse per la durata dell'inconveniente, o forse perché quest'ultimo ha coinvolto anche gli utenti negli Stati Uniti — l'azienda ha sentito il bisogno di spiegare (via Twitter) che il malfunzionamento era il risultato di "un'operazione di riconfigurazione dei server", ovvero che si trattasse sì di un inconveniente, ma nato come conseguenza di un'operazione partita dall'azienda. Le cose potrebbero insomma essere andate in maniera simile anche questa volta; anche in tal caso però, probabilmente il motivo non verrà comunque svelato dal gruppo.