Negli ultimi mesi stanno continuando a fare notizia nuovi e sempre più efficienti algoritmi di intelligenza artificiale capaci di modificare in modo realistico immagini e video – programmi che possono applicare il volto di una persona sul corpo di un'altra o far muovere in modo realistico le labbra a qualcuno che in realtà non sta parlando. Software del genere assottigliando ancora di più il confine tra realtà e finzione in un mondo che con le fake news ha già abbastanza problemi, ma fortunatamente al loro fianco stanno iniziando a prendere forma anche potenziali antidoti, sempre a base di intelligenza artificiale. Tra le aziende che ci lavorano c'è Adobe, che con i ricercatori dell'università di Berkeley sta mettendo a punto un software in grado di scoprire automaticamente se un'immagine è stata ritoccata.

Per il momento il software sviluppato dagli ingegneri impegnati nel progetto è un prototipo e funziona soltanto su immagini statiche di volti umani, ma fornisce comunque risultati incoraggianti: il modello di intelligenza artificiale sviluppato riconosce istantaneamente una delle più comuni tecniche di modifica delle immagini semplicemente scandagliando la disposizione dei pixel nelle foto da analizzare; trova discrepanze tra i pixel modificati e quelli circostanti e ricostruendole può capire qual è l'effetto applicato all'immagine, arrivando in alcuni casi perfino a riportare l'immagine al suo stato originale.

Per arrivare a creare sistemi in grado di riconoscere al volo altri effetti di modifica e soprattutto fare la stessa cosa su flussi interi di immagini occorrerà tempo, ma c'è da dire che il livello raggiunto dagli algoritmi di modifica dei video non è ancora così avanzato da rendere i fake irriconoscibili a occhio nudo. La speranza a questo punto è che le due classi di software – quelli di modifica e quelli di supervisione – continuino a evolversi in parallelo e alla stessa velocità, ma soprattutto che in futuro i sistemi di controllo possano essere impiegati in maniera estesa e integrati all'interno di social network e altri mezzi di comunicazione, per rendere immediatamente chiaro agli spettatori se ciò che si trovano davanti agli occhi sia finzione.