In queste ore Fortnite è letteralmente sparito dai negozi digitali di Android e iOS. La scelta è dipesa da Apple e Google, che hanno punito la casa di sviluppo di Fortnite, Epic Games per aver introdotto un sistema di pagamento interno al gioco che aggira le commissioni applicate all'interno di App Store e Play Store, violandone così il regolamento. La mossa non era inattesa: in risposta Epic Games ha infatti lanciato una campagna mediatica e giudiziaria — evidentemente già pronta a partire — contro le case di Mountain View e Cupertino, pubblicando un video di chiamata alle armi diretto ai giocatori e facendo causa alle due multinazionali.

Il video che ricalca "1984"

Il video pubblicato è una frecciata ad Apple, l'azienda che per prima ha fatto sparire Fortnite dal suo negozio digitale. Il tema, l'ambientazione distopica e lo svolgimento stesso riprendono infatti quelli di un celebre spot della casa di Cupertino mandato in onda nel 1984, nel quale il gruppo pubblicizzava il suo Macintosh facendo leva sul fatto che il prodotto avrebbe rotto gli schemi dell'industria informatica del tempo e rotto quel che Apple denunciava come un monopolio — quello di IBM.

Nella clip di Epic Games tutto si svolge nello stesso modo, con alcune eccezioni. Il cattivo — una sorta di Grande Fratello come quello del romanzo 1984 — ha le fattezze di una mela imbronciata con gli occhiali da sole, e alcuni osservatori sui social hanno accostato il ritratto a una foto del CEO Tim Cook ravvisando una somiglianza difficile da trascurare. Non solo: nella clip di Epic Games il video ipnotico che ritrae il Grande Fratello mostra la data di ieri, quando Apple ha effettivamente preso posizione contro Fortnite.

La clip, pubblicata in tutte le lingue, recita nel finale: Epic Games ha sfidato il monopolio dell'App Store. Come rappresaglia, Apple sta bloccando l'uso di Fortnite su un miliardo di dispositivi. Unisciti alla lotta per impedire che il 2020 diventi un altro 1984″, e chiude con l'hashtag #freefortnite.

La doppia causa

Contemporaneamente l'azienda ha fatto causa sia ad Apple che a Google per aver eliminato Fortnite dai loro negozi digitali. Le cause intentate alle due multinazionali sono separate, ma le basi sono le medesime: per Epic Games, entrambi i gruppi esercitano un monopolio illecito, perché controllano in maniera esclusiva i più diffusi negozi di app accessibili su smartphone, e sulla base di questo possono imporre condizioni di permanenza ingiuste agli sviluppatori che desiderano raggiungere i miliardi di utenti di Android e iOS. Tra le condizioni c'è quella di aderire a un sistema di pagamenti che prevede per Apple e Google un 30 percento di commissione non solo sull'acquisto delle app, ma anche di tutti gli abbonamenti e i beni digitali acquistati in seguito al loro interno.

La posta in gioco

La richiesta di Epic Games non riguarda però rimborsi monetari, ma qualcosa di molto più prezioso: un cambiamento delle regole alla base di App Store e Play Store, che abbassi le quote richieste dai due negozi sulle transazioni o che impedisca a Apple e Google di imporre le loro condizioni agli sviluppatori esterni. Nella causa intentata ad Apple si legge infatti che "Epic non è alla ricerca di un trattamento di favore per se stessa, ma di un modo per garantire un equo compenso in questo settore che ha un impatto su centinaia di milioni di consumatori e decine di migliaia di sviluppatori di app".

Così si spiega anche l'operazione mediatica collegata all'hashtag #freefortnite: Epic Games del resto è un'azienda che nel solo 2019 ha guadagnato da Fortnite quasi 2 miliardi di dollari; per portare avanti la sua battaglia avrà bisogno di convincere il maggior numero di persone che si tratta in effetti di una battaglia di tutti.