Opinioni
25 Luglio 2014
09:37

Fratelli Angelucci: persa la causa da 20 milioni contro Wikipedia

Giampaolo e Antonio Angelucci, perdono in primo grado la causa giudiziaria contro Wikimedia Italia: l’editore di Libero e del Riformista e l’ex parlamentare del Pdl avevano denunciato l’enciclopedia libera per alcuni riferimenti riportati nelle voci di Wikipedia.
A cura di Dario Caliendo

Si è rivelata con un nulla di fatto la causa da venti milioni di euro di risarcimento danni iniziata nel 2009 e che vede protagonisti due fratelli rispettivamente parlamentare del PDL e editore di Libero e del Riformista: l'associazione Wikimedia Italia è stata assolta – in primo grado – dall'accusa dei fratelli Angelucci (tra l'altro di nuovo sotto indagine per frode fiscale), partita per una serie di riferimenti e problemi giudiziari pubblicati in alcuni degli articoli dell'enciclopedia libera per eccellenza.

Il giudice ha assolto Wikimedia Italia perché "estranea ai fatti", in quanto l'associazione si limita a "svolgere attività a carattere esecutivo e meramente di supporto, risultando ‘affiliata' alla Wikimedia Foundation, Inc. senza assunzione di alcuna gestione diretta e senza attribuzione della proprietà del sito che ospita l'enciclopedia, che rimane della Wikimedia Foundation, Inc", una conclusione seguita da un'ulteriore sentenza – in questo caso nei confronti di Wikimedia Foundation Inc – il cui ruolo è stato riconosciuto dal giudice come quello di un semplice "hosting provider", non tenuto quindi a compiere controlli preventivi su quanto pubblicato dagli utenti.

Il tribunale ha dichiarato che Wikipedia “offre un servizio basato sulla libertà degli utenti di redigere le varie pagine dell’enciclopedia; è questa libertà che esclude qualsiasi [obbligo di garantire l'assenza di contenuti offensivi dei suoi siti] e che trova il suo equilibrio nella possibilità che chiunque può modificarne i contenuti e chiederne la rimozione”.

"I tentativi di imporre la responsabilità a piattaforme di hosting neutrali – i forum dei nostri giorni – minacciano l'esistenza stessa di queste piattaforme, e nel percorso soffocano l'innovazione e la libera comunicazione" – si legge nel blog ufficiale di WIkimedia – "In caso di necessità, Wikimedia Foundation non esita a difendere la raccolta più grande al mondo della conoscenza umana, contro coloro che sfidano il diritto della comunità di Wikimedia di comunicare, di creare e di condividere liberamente".

Si tratta di una sentenza importantissima, non solo per la fondazione Wikimedia Italia, ma per Wikipedia tutta e il sistema che le ha permesso di rimanere in vita sin dalla data di fondazione, avvenuta il 15 gennaio 2001, proprio perché anche le istituzioni ne riconosco la natura di enciclopedia libera e modificabile da chiunque, che "offre un servizio basato sulla libertà degli utenti di redigere le varie pagine dell'enciclopedia; è questa libertà che esclude qualsiasi [obbligo di garantire l'assenza di contenuti offensivi dei suoi siti] e che trova il suo equilibrio nella possibilità che chiunque può modificarne i contenuti e chiederne la rimozione". Un risultato di grande interesse, che se non fosse stato tale avrebbe eliminato le fondamenta stesse su cui si reggono Wikipedia e tutte le piattaforme dedicate alla diffusione del sapere sul web.

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