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Fubles: la passione per il calcio si fa social e conquista la fiducia degli investitori

Fubles conquista gli investitori e tenta il grande colpo: il social network per gli amanti del calcio amatoriale entra nel gioco dei “grandi”.
A cura di Anna Coluccino
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Perché, una volta tanto, è possibile insegnare qualcosa agli statunitensi della Silicon Valley; perché non è vero che siamo tutti poveri Don Chisciotte alle prese con i mulini a vento e che non c'è verso di vincere se non scappando; perché, qualche volta, basta insistere tanto e crederci ancora di più per veder realizzati i propri progetti, per quanto ambizioni… e poi ci vuole talento, quello sì, ma è pur vero che nessuno nasce con la conoscenza in tasca e che, anche  in questo caso, è tutta questione di voglia di riuscire.

Oggi pensiamo positivo. E ce lo possiamo permettere perché tre giovani italiani ce l'hanno fatta, sono riusciti ad ottenere i necessari finanziamenti per avviare un progetto socialsportivo su larga scala. Stiamo parlando di Flubles, ovvero, un portale gratuito, dedicato allo sport amatoriale, e che permette di programmare organizzare e gestire incontri sportivi in modo rapido, sicuro e senza impegno per gli utenti. Insomma, se siete tra coloro che si ammazzano per organizzare partite di calcetto e similari, prenotando il campo, telefonando, preoccupandovi che nessuno manchi all'appello, controllando che tutti siano in possesso delle giuste informazioni, allora Fubles è tutto quello che stavate aspettando. Ovvero un social network che consente a chiunque di organizzare i propri incontri, di formare nuove squadre e di giudicare i giocatori presenti nel sistema a seconda delle loro capacità e della loro affidabilità (vere e proprie "pagelle" insomma).

Diciamolo pure: quella di Fubles è una grande idea con grandissime possibilità di espansione sul mercato europeo, così innamorato del calcio. Ed evidentemente non siamo certo gli unici a pensare che Fubles sia un'ottima startup in cui investire: il social network per gli amanti del calcio giocato è stato finanziato con 300.000 euro da parte di una cordata di investitori fra cui Pino Partecipazioni Spa (i cui soci sono Elserino Piol e Oliver Novick, già finanziatori di Tiscali, Yoox, Venere) e tre Business Angel -Marco Magnocavallo, Carmine Giangiulio, Gianandrea Cherubini- con notevoli esperienze in ambito imprenditoriale e finanziario. Entra inoltre nell’advisory board Fabrizio Capobianco, fondatore e chairman di Funambol.

Fubles, come ogni buona idea, nasce da un'esigenza reale: quella di Vito Zongoli, ingegnere elettronico del Politecnico di Milano, costretto a spendere tempo e denaro per organizzare partite di calcetto per gli amici, finché un giorno ha pensato "e se esistesse un modo più semplice ed economico per mettere in piedi il tutto?". Ebbene, il modo c'era, e Zongoli lo implementò nel 2007, quando tutta la storia di Facebook era appena agli inizi nel nostro paese. Eppure, in un primo momento, Zongoli non pensò di allargare gli orizzonti della sua creatura, è stato solo nel gennaio 2009 -con l'arrivo di Mirko Trasciatti, Giuseppe De Giorgi, Stefano Rodriguez, Fabio Cancarè, Nito Trasciatti e Giuseppe Calbi- che la "squadra Fubles" ha cominciato a progettare e pensare in grande.

Nel maggio dello stesso anno, Mirko Trasciatti (oggi CEO di Fubles), Giuseppe De Giorgi (Business) e Stefano Rodriguez (Developer) intravedono le incredibili potenzialità del social network e cominciano ad investire nel progetto a tempo pieno. Negli ultimi diciotto mesi, la crescita è stata esponenziale, ed oggi si contano oltre 25.000 iscritti, 7.000 partite giocate (si viaggia su ritmi di 500 partite al mese), 1.100 squadre iscritte ed oltre 1.500 centri sportivi registrati nel circuito.

Ora, però, è arrivato il momento di fare il grande passo: è tempo per Fubles di espandersi capillarmente su tutto il territorio nazionale e cominciare "l'invasione culturale" degli stati esteri.

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