Una settimana senza mail. A lavoro. È la sfida lanciata ai dipendenti da Gabel, azienda tessile situata in provincia di Como che per una settimana ha gestito tutto il lavoro senza utilizzare le email. "Dal 9 al 13 novembre vi invitiamo a non usare le mail per le comunicazioni interne tra colleghi presso la medesima sede" si legge nella nota divulgata dall'ad ai 400 lavoratori. "A favore di un contatto più diretto e immediato". E così all'interno dell'azienda italiana si è tornati a correre per i corridoi, muovendosi da un ufficio all'altro anche in occasione di piccole comunicazioni per le quali ci si affidava ad un semplice messaggio di posta.
"Siamo un’azienda familiare di tessuti, nostro padre cominciò negli anni ’50 con una bottega di biancheria per la casa e poi passò ai prodotti confezionati, le stampe, i ricami, i colori. Ha sempre voluto un contatto diretto con i suoi dipendenti, essere al loro stesso livello" ha spiegato Michele Moltrasio, presidente di Gabel. "Oggi che lui non c’è più ci troviamo a dover fronteggiare colossi con miliardi di fatturato come Zara o Ikea. Abbiamo pensato che la differenza la possiamo fare solo con il nostro lavoro". E con il contatto umano, che sempre più spesso stava lasciando il posto ad un fiume di email inviate tra dipendenti interni della stessa sede e che, di conseguenza, potevano essere evitate.
"Ci scambiavamo centinaia di messaggi e spesso ne sono nati anche dei fraintendimenti" continuano i dipendenti. Senza contatto umano si è inoltre più propensi a non criticare costruttivamente le scelte, soprattutto se arrivano da un superiore. Al termine della settimana senza email – oggi è l'ultimo giorno – i dipendenti si dicono soddisfatti: "Non solo ci siamo visti di più, ma abbiamo anche camminato di più e preso decisioni più velocemente" spiegano. D'altronde quella di Gabel non è la prima sperimentazione simile: da tempo il discorso riguardante le email si è fatto sempre più pressante nelle aziende. La domanda è semplice: sono ancora utili? La soluzione ad una eventuale risposta negativa sono applicazioni come Slack, che permettono di organizzare il lavoro in maniera più ordinata e veloce.
In Italia si già cercato di ridurre l'utilizzo delle email, anche in aziende importanti. L'esempio più lampante è quello di Ferrari, che nel 2013 limitò l'utilizzo delle email con l'intento di incentivare una comunicazione più efficace e diretta. Ma anche in Germania, dove aziende del calibro di BMW, Volkswagen, Deutsch Telecom e Bayer hanno vietato l'invio di email dopo le 18. Un tentativo di mettere un freno al tecnostress, lo stress da costante reperibilità che provoca ansia e depressione nei lavoratori.