Gli hacker di Anonymous hanno "bucato" i sistemi informatici di governo e ministeri, accedendo ad informazioni personali come email, numeri di telefono, buste paga, documenti delle forze di polizia e ordinanze di servizio. È finito tutto online in seguito ad un attacco avvenuto lo scorso sabato per mano del noto gruppo di hacktivisti. "Cittadini, siamo lieti di annunciarvi, per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al Ministero dell'Interno, al Ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento europeo" hanno scritto i responsabili.

Si parla di circa 40 documenti diffusi dal blog e dal profilo Twitter legati ad Anonymous, ai quali potrebbero aggiungersene altri attualmente nelle mani degli hacker. "Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre email, portali, documenti, verbali e molto altro" si legge nella nota. "Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i Notav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail".

Da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, invece, è stato comunicato che la Polizia Postale avrebbe individuato e bloccato immediatamente l'intrusione e che gli attaccanti non sarebbero riusciti a bucare i sistemi di sicurezza dei server. "Le attività d'indagine tecniche avviate nell'immediato non hanno al momento evidenziato ulteriori compromissioni di sistemi informatici istituzional" spiega il Dipartimento, specificando che gli hacker avrebbero avuto accesso solo a due account mail di due dipendenti della Difesa e della Polizia di Stato.

I documenti pubblicati dagli hacker, però, fanno chiaramente riferimento a fatti recenti – in uno scambio di battute i funzionari di palazzo Chigi e le autorità di sicurezza parlano dell'organizzazione dei sopralluoghi a Bologna per la visita del premier Paolo Gentiloni – e non elementi passati come spesso accade quando hacker pubblicano questo tipo di documenti. Ci sono ordinanze del 10 novembre, frequenze radio di sicurezza per la visita del Premier a Bruxelles ad ottobre e documenti e foto di militari, con tanto di curriculum, dichiarazione dei redditi e immagini di passaporti e buste paga.