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Nuova sfida tra Google e UE, di nuovo in materia di diritto all'oblio, il diritto che venne introdotto in Europa in seguito alla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2014. Il caso, e la sfida, si riaccende in quanto l'Europa è intenzionata ad estendere l'esercizio di questo diritto anche a livello globale. Il colosso di Mountain View vuole contrastare quella che era l'intenzione di una direttiva della CNIL, la "Commission nationale de l'informatique et des libertés", l'equivalente del Garante della Privacy italiano, che nel 2015 dichiarava che Google dovesse rimuovere i link non solo dalla versione francese del motore di ricerca, ma anche da tutte le altre versioni. Di fatto la CNIL chiedeva una rimozione dei link a livello globale. Google si oppone, sostenendo che agire in questo modo significherebbe costituire un precedente in fatto di limitazione della libertà di parola che potrebbe agevolare i governi autoritari.

La Corte di Giustizia Europea torna di nuovo ad occuparsi del "diritto all'oblìo" dopo la sentenza del 2014. Questa volta dovrà decidere chi ha ragione tra la CNIL, la "Commission nationale de l'informatique et des libertés", l'equivalente del Garante della Privacy italiano, che vuole estendere il diritto a livello globale, e Google che si oppone.

Si tratta di un nuovo episodio della sfida che vede di ancora una volta di fronte l'Europa contro Google. Oggi il colosso di Mountain View spiegherà alla Corte di Giustizia Europea che l'intenzione della CNIL di voler estendere il diritto all'oblìo a livello gobale potrebbe costituire un pericoloso precedente in fatto di limitazione della libertà di parola a vantaggio dei governi autoritari.

La CNIL in una sua direttiva, poi ripresa anche dal garante tedesco, impose che i link da rimuovere dal motore di ricerca non dovessero riguardare solo la versione in lingua francese, google.fr, ma anche tutte le versioni globali, quindi anche google.com. In questi ultimi 4 anni tutte le sentenze emesse in fatto di diritto all'oblìo hanno infatti riguardato la rimozione di link che riguardassero esclusivamente la nazione di appartenenza di colui che ne richiedeva la rimozione. Nel caso in cui la Corte di Strasburgo dovesse decidere per l'estensione del diritto all'olbìo a livello globale, Google, e gli alto motori di ricerca, dovrebbero procedere dei link da tutte le loro versioni.

Google ad oggi fa sapere di aver ricevuto la richiesta di cancellare 2,74 milioni di link, procedendo alla cancellazione del 44% di essi.

Il caso francese nasce dalla richiesta di quattro persone i quali volevano che i risultati delle ricerche venissero purificati da qualsiasi informazione sulle loro convinzioni politiche e sui loro precedenti penali, senza tener conto dell'interesse pubblico. Google ha sempre negato questa richiesta.

La sentenza della Corte di Giustizia Europea dovrebbe arrivare nei prossimi mesi.