La sentenza di martedì scorso con cui la Corte di Giustizia Europea ha imposto a Google di eliminare il link che riguardava un cittadino spagnolo. Alla sentenza della Corte UE si è arrivati dopo che il signor Mario Costeja Gonzalez, facendo un giorno una banale ricerca su Google con il proprio nome e cognome, si accorse che in un articolo di un quotidiano online esisteva un link che riportava ad una vecchia vicenda di dieci anni prima che lo riguardava. Una vicenda che il signor Costeja Gonzalez riteneva non più utile e quindi ha chiesto che quel link venisse rimosso. Dopo diverse peripezie, la Corte UE ha emanato una sentenza che di fatto apre un dibattito sul diritto all'oblio, ossia al diritto riconosciuto all'utente di richiedere la rimozione di notizie e informazioni ormai non più utili.

La sentenza ovviamente ha destato diverse polemiche, ha suscitato reazioni di segno opposto che vedono da una parte coloro i quali ritengono che gli utenti debbano sempre avere il diritto di richiedere che certe informazioni debbano essere rimosse, mentre dall'altra ci sono coloro i quali si dicono contrari in quanto temono che Google e i motori di ricerca possano poi "strumentalizzare" l'esito di questa sentenza. Ci sono poi anche coloro che ritengano possano nascere delle minacce serie anche alla libertà di espressione.

Insomma la polemica è destinata a montare anche perchè da quello che si apprende oggi, notizia riportata anche dal Wall Street Journal, Google starebbe studiando un sistema per garantire ai cittadini tedeschi di esercitare il loro diritto all'oblìo. La notizia viene confermata dall'Autorità tedesca per la Privacy. E pare che i tempi siano abbastanza ridotti, infatti Google realizzerebbe il sistema già entro le prossime due settimane, un tempo rapido che denota comunque la volontà dell'azienda di Mountain View di adeguarsi alla sentenza della Corte di Giustizia Europea.

Ulrich Kühn, vice commissario per l'Autorità di Protezione dei Dati di Amburgo ha fatto sapere di aver avuto uno scambio via email con i rappresentanti tedeschi di Google ad Amburgo, i quali hanno appunto sostenuto l'intenzione di mettere appunto un sistema entro le prossime due settimane. Solo ad Amburgo sono già centinaia le richieste di cittadini per chiedere la rimozione di link sul motore di ricerca.

Il sito della Bbc riporta che sono arrivate tantissime richieste anche in Uk e anche da politici e da pedofili, i quali hanno fatto richiesta di rimuovere dal motore di ricerca link che li riguardano direttamente.

Per quanto riguarda il sistema che sarà attivo in Germania ancora non si conoscono i dettagli, ma si ipotizza che non saranno molto diverse da quello già attivo per quanto riguarda la violazione del copyright e la violazione delle leggi sulla privacy.

Intanto oggi è arrivata anche il primo commento ufficiale da parte di Google sulla sentenza di martedì scorso. E a pronunciarsi è stato Eric Schmidt, ex CEO e oggi presidente del Consiglio di Amministrazione di Google, il quale in una conferenza con gli azionisti, ha affermato che

La sentenza è sbagliata e può portare ad un contrasto tra il diritto all'oblio e il diritto a sapere. Questa sentenza rende appunto il confronto tra questi due diritti assolutamente squilibrato".

Insomma, di questa sentenza se ne parlerà ancora a lungo.