L'indiscrezione circolava già da qualche settimana, ma ora la notizia è stata resa ufficiale dai diretti interessati: Google ha riferito in queste ore di aver realizzato il primo computer quantistico in grado di eseguire calcoli impossibili per qualunque altro genere di macchina esistente. Il dispositivo, battezzato Sycamore, è un computer a 53 qubit (bit quantistici) che nell'esperimento di Google si è adoperato in una serie di calcoli da poco più di 3 minuti di tempo, che però a un moderno supercomputer avrebbero richiesto 10.000 anni.

I computer quantistici non sono una novità degli ultimi mesi: le loro potenzialità vengono esplorate da anni proprio perché non si tratta di semplici supercomputer, ma di qualcosa di natura diversa. Da una parte infatti i principi fondativi degli attuali circuiti sono la presenza o l'assenza di corrente elettrica: sfruttando questo dualismo possiamo parlare con le macchine e farle lavorare sui bit, un alfabeto composto da due valori (gli 0 e 1 del codice binario) che ha guidato il progresso tecnologico fino a oggi. Nei computer quantistici il criterio del passaggio di corrente è sostituito da principi fisici più complessi, che sostituiscono ai bit un altro tipo di entità — il qubit — che può assumere più di due valori.

In un panorama di aziende che lavorano su questa tecnologia, Google è la prima ad affermare di aver prodotto un computer capace di dimostrare la cosiddetta supremazia quantistica — ovvero la capacità di un dispositivo del genere di prodursi in calcoli impossibili da replicare per un computer classico. Il problema è che i calcoli scelti come metro di giudizio per arrivare a questa conclusione sono molto particolari, non hanno alcuna utilità pratica e secondo i detrattori di Google sono stati pensati apposta per mettere Sycamore in condizione di rivendicare la supremazia quantica.

Tra questi c'è IBM (l'unica altra azienda al lavoro su processori a 53 qubit), secondo la quale Google ha basato le sue dichiarazioni su una comparazione che favorisce le specificità dei computer quantistici senza tenere conto di quelle dei normali computer basati su codice binario. IBM ha invece affermato che — riadattando i più potenti supercomputer a disposizione per conformarsi alla tipologia di calcoli richiesti da Google nella sua comparativa — sarebbe possibile ridurre il vantaggio di Sycamore da 10.000 anni ad appena due giorni e mezzo.

Messa così la questione, il computer di Google non avrebbe dunque raggiunto alcun tipo di supremazia sui modelli tradizionali, anche se per molti ricercatori quella della supremazia quantistica non è neppure una soglia così netta da varcare come l'ha effettivamente dipinta la casa di Mountain View. In ogni caso la società ha comunque raggiunto un traguardo importante, anche se le nuove speranze degli esperti sono già rivolte ai sistemi scalabili e affidabili di prossima generazione, che promettono di risolvere i numerosi problemi ancora propri dei computer quantistici per renderli in grado di effettuare calcoli effettivamente utili al progresso scientifico.