Al di là delle polemiche sorte al lancio di Cyberpunk 2077, il nuovo titolo di CD Projekt RED (team polacco noto per The Witcher) ha sicuramente contribuito nel portare alla ribalta l'immaginario cyberpunk nella cultura di massa. Temi cardini del genere sono l'inquinamento ambientale, il potere di megacorporazioni economiche e il ruolo invasivo della tecnologia. Ispirato al gioco di ruolo del 1988 ideato da Mike Pondsmith, il mondo di Cyberpunk 2077 riprende questi concetti, e li rende tangibili, grazie a un mondo di gioco dettagliato, vivo, pulsante ma incredibilmente inquietante e verosimile. Di conseguenza nel gioco esistono i Nuovi Stati Uniti dopo la caduta dei vecchi stati, mentre il Medio Oriente è un deserto radioattivo a causa della guerra termonucleare tra le diverse aziende/paesi in combutta per il controllo del petrolio. E l'Italia? Anche lo stivale trova spazio nella distopia di Cyberpunk 2077.

L'Italia di Cyberpunk 2077

In uno dei notiziari diffusi dagli schermi di Night City – metropoli americana che fa d'ambientazione al gioco -, è possibile scovare notizie legate all'Italia. Ebbene, nel 2077 il governo padano è impegnato nella lotta contro saccheggi di Venezia, oramai totalmente sommersa dal mare Adriatico. Molti collezionisti privati sono pronti a pagare ingenti somme di denaro a mercenari saccheggiatori per potere mettere le mani sulle pregevoli opere del passato, tra ritratti, sculture e cimeli conservati nell'iconica città veneta. Nel Sud Italia la situazione non è più rosea, poiché in Sicilia si registrano temperature medie di 60°, proprio come a Malta. Lo dice una voce giornalistica alla radio, mentre si corre in auto o in moto, tra lo skyline infinito di Night City. Perché il cyberpunk, e più in generale la fantascienza, si basano sul contrasto paradossale per disturbare e far riflettere con senso critico sul futuro. Piogge acide, polveri radioattive, divario sociale, potere politico secessionista, la parola "profitto" come unico mantra: la realtà dipinta da Cyberpunk 2077 mette i brividi, perché pur essendo di finzione, esaspera e rende credibili i pericoli del futuro.