Da anni ormai Slack si è imposta come piattaforma di messaggistica collaborativa all'interno di molte aziende e startup che la utilizzano tutti i giorni per gestire al meglio il proprio lavoro. Da oggi però i dipendenti Microsoft non potranno più utilizzarla: in questi giorni la multinazionale di Redmond ha infatti vietato ai suoi dipendenti di affidarvisi, includendo anche altri nomi in una vera e propria lista di app e servizi sgraditi al gigante per motivi di sicurezza. A darne notizia è stato GeekWire dopo aver messo le mani su un'email interna all'azienda e indirizzato ai dipendenti, sul quale però Microsoft non si è pronunciata.

Nell'email si accenna al fatto che Slack Standard e Slack Plus non forniscono "i livelli di sicurezza necessari a salvaguardare le proprietà intellettuali del gruppo", e si consiglia ai dipendenti di trasferire tutto il proprio lavoro sulla piattaforma realizzata internamente da Microsoft, ovvero Microsoft Teams. Ciò a cui si riferisce il documento è la preoccupazione che conversazioni sullo sviluppo di prodotti futuri abbiano luogo su piattaforme di proprietà altrui, alle quali potrebbero avere accesso anche soggetti non autorizzati. Senza arrivare a insinuare che ci sia poco da fidarsi delle aziende avversare, evidentemente Microsoft preferisce avere direttamente voce in capitolo sulle specifiche tecniche di sicurezza e crittografia a bordo dell'infrastruttura utilizzata per discutere di potenziali segreti industriali.

Senza contare il fatto che l'idea che dei dipendenti decidano di prediligere un prodotto della concorrenza anche quando possono sceglierne uno interno e dalle funzionalità simili non è il massimo dal punto di vista dell'immagine proiettata all'esterno. Slack è effettivamente arrivata prima di Microsoft Teams, ma ora che la società ha un software valido e tutto suo per la gestione dei flussi di lavoro fa bene a desiderare che i dipendenti lo utilizzino. Le preoccupazioni in ambito di sicurezza però sembrano prioritarie nel ragionamento fatto dalla gruppo, che non per niente ha scoraggiato anche l'uso di Google Docs (al posto del celebre Office 365), dell'intera piattaforma Amazon Web Services e della versione cloud della piattaforma di condivisione di codice GitHub di proprietà della stessa Microsoft, mentre ha vietato alla stregua di Slack anche il correttore automatico Grammarly, che per quanto utile resta comunque uno strumento che per funzionare invia in cloud ogni singola parola digitata sulla tastiera.