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13 Agosto 2019
12:43

Il campione del mondo di Fortnite vittima dello swatting: la polizia gli entra in casa mentre gioca

Il sedicenne Kyle Giersdorf, recentemente incoronato campione del mondo dello sparatutto online, ha subito la visita di una squadra di forze speciali inviate al suo domicilio da una chiamata anonima che ne ha richiesto l’intervento. La situazione si è risolta pacificamente, ma questo tipo di chiamate spesso si risolve in altro modo.
A cura di Lorenzo Longhitano
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Negli Stati Uniti non si arresta il fenomeno dello swatting, la pratica che è andata diffondendosi nel mondo dei videogiochi competitivi online e che prevede di chiamare le autorità locali denunciando un falso omicidio accaduto a casa del vincitore dell'ultima partita — scatenando la pronta reazione di una squadra d'assalto che si presenta alla porta della vittima. L'ultimo a ritrovarsi protagonista involontario di un episodio del genere è uno dei giocatori di Fortnite più in vista del momento: il sedicenne Kyle Giersdorf, che pochi giorni fa si è aggiudicato lo stellare premio di 3 milioni di dollari riservato al vincitore del primo campionato mondiale dedicato allo sparatutto online.

Proprio per questo purtroppo non stupisce che qualcuno abbia deciso di designarlo come bersaglio dell'odiosa e pericolosa pratica, che in un caso del 2017 divenuto tristemente celebre è costata la vita a uno dei coinvolti. Al momento della visita delle forze speciali lo streamer — noto nella comunità con il nome d'arte di Bugha — era per l'appunto in diretta davanti allo schermo per i suoi fan, e nello stream si può osservare il momento in cui viene interrotto dal padre che lo chiama al piano di sotto per rispondere alle domande delle unità speciali che si sono presentate alla porta della famiglia su segnalazione anonima.

Fortunatamente le cose a Giersdorf sono andate bene, e dopo aver chiarito pacificamente la situazione la squadra speciale ha lasciato l'appartamento dove il giovane vive con la famiglia. Uno dei motivi per cui il confronto non ha preventivamente preso una piega diversa però potrebbe effettivamente essere stato semplice fortuna. Lo ha spiegato lo stesso Giersdorf ai suoi ascoltatori dopo essere tornato davanti alla videocamera: "Tutto è andato per il verso giusto fin dall'inizio, perché uno dei membri della squadra vive nel nostro quartiere".

Le squadre SWAT in effetti sono armate pesantemente e dispiegate per la soluzione di situazioni ad alto rischio nelle quali l'uso della forza è una delle opzioni da tenere sempre in considerazione. Non è per niente detto insomma che si presentino sul luogo di un potenziale omicidio con la compostezza che hanno dimostrato in quest'ultimo caso. Anche per questo motivo lo swatting è diventato in poco tempo un crimine particolarmente odioso e al centro di numerose iniziative atte a contrastarlo.

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