Coronavirus
9 Aprile 2020
12:10

Il coronavirus ha fatto aumentare del 30% il traffico internet

Le attività online delle persone bloccate a casa stanno continuando a stressare la rete nazionale e globale. Lo sottolinea nuovamente un rapporto di Akamai, che indica un incremento del 30% in un mese di tutto il traffico web in Italia.
A cura di Marco Paretti
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Tra videochiamate, smart working, lezioni da remoto, streaming e videogiochi, l'infrastruttura web del nostro paese e di tutto il mondo è ormai sotto stress da diverse settimane. Lo aveva già evidenziato Telecom Italia in un primo report e ora lo sottolinea nuovamente un rapporto di Akamai, che indica un incremento del 30% in un mese di tutto il traffico web in Italia. Si parla di un intervallo di date che va dalla fine di febbraio alla fine di marzo 2020, con un picco nel traffico individuato durante la giornata del 31 marzo.

La quarantena continua quindi a gravare sull'infrastruttura web a livello nazionale e globale: nel mondo l'incremento è ancora più marcato e, nel corso delle ultime due settimane, ha portato al raddoppio del traffico. In questo caso il confronto è stato attuato mettendo a paragone i picchi di traffico da marzo 2019 a marzo 2020, rilevando punte caratterizzate dal doppio del traffico rispetto all'anno precedente. Nel dettaglio, durante il 2019 i picchi potevano arrivare a 82 terabit per secondo, mentre nel 2020 stiamo raggiungendo i 167 Tbps, con medie giornaliere di 100 Tbps.

Una situazione dovuta ovviamente all'incremento di connessioni casalinghe per svariati motivi, dalle videochiamate tra amici al telelavoro, passando per le lezioni online ai videogiochi, che come aveva già sottolineato l'operatore italiano stanno rappresentando una importante fonte di traffico. Senza dimenticare, ovviamente, i servizi di streaming come Netflix e Disney+, che infatti hanno già annunciato e attuato una riduzione del bitrate dei loro contenuti in modo da non gravare sull'infrastruttura con contenuti in 4K ad altissima risoluzione. Anche PlayStation ha ridotto le velocità del proprio servizio online per evitare download di enormi quantità di giga in contemporanea.

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