Prima rivela al mondo di essere il vero creatore dei Bitcoin, la controversa valuta virtuale tanto chiacchierata negli ultimi anni, arrivando ad assicurare che, a breve, avrebbe pubblicato la prova definitiva della veridicità delle sue affermazioni. Poi, però, ci ripensa e dice che no, questa prova definita "straordinaria" non si può mostrare, "non ne ho il coraggio" dice in una lettera. È la strana storia di Craig Wright, un imprenditore australiano che lo scorso 2 maggio ha rivendicato la paternità dei Bitcoin, mostrando una prima prova incompleta.

Poi, però, ci ha ripensato. "Pensavo di riuscirci" ha scritto in una lettera. "Ma durante questa settimana sono crollato. Non ne ho il coraggio. Non posso". La nota è apparsa sul sito web dell'imprenditore – lo stesso dove è stato pubblicato il messaggio di coming-out – che ora mostra esclusivamente il testo di addio. "Sono iniziati immediatamente gli attacchi, le indiscrezioni e le smentite" continua la lettera. "So che non sono abbastanza forte per affrontare una situazione del genere. Posso solo dire di essere dispiaciuto. Addio".

Il suo desiderio di restare lontano dai riflettori era stato sottolineato fin dai primi messaggi. "Voglio lavorare" continuava a ripetere. "Non posso lavorare, inventare e scrivere se vengo a rilasciare interviste in televisione". L'elemento strano, secondo molti, è che per dimostrare la veridicità delle affermazioni basterebbe poco, solo una manciata di minuti. Anche le prove preliminari, quelle fornite all'interno del messaggio apparso il 2 maggio sul suo blog, sembrerebbero essere state messe in discussione da alcuni ricercatori, che le ritengono probabilmente basate su una firma copiata e non proprietaria. Attore o genio piegato? Per il momento resta un mistero, così come la vera identità del creatore dei Bitcoin.