La notte scorsa Michelangelo Coltelli di Butac segnala su Facebook la sospensione dell’account di David Puente. Assieme a lui sono stati oggetto del provvedimento anche altri utenti, come Elio Truzzolillo di NextQuotidiano e Daniele Cereda già oggetto di numerose sospensioni dell’account, reo di essere un autistico che nega le tesi anti-vacciniste, ovvero di chi collega la sua neuro-diversità ai vaccini.

Le origini novax della censura

Per capire le origini di questo ban dobbiamo fare un passo indietro, quando il pentastellato Pierpaolo Sileri presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, convoca i divulgatori di IoVaccino per un incontro il mese scorso. Recentemente c’è stata anche una audizione al Senato di Stefano Zona (IoVaccino), al fine di spiegare come mai le tesi antivacciniste non sono supportate da prove e quali sarebbero i pericoli di una riduzione ulteriore della immunità di comunità, massima difesa contro eventuali epidemie. Tutto questo non è stato gradito da chi in rete e nelle piazze continua ad alimentare una propaganda pericolosa contro le vaccinazioni, sfruttando anche l’emotività di quei genitori che avendo un figlio autistico cercano di trovare un colpevole specifico, spesso individuandolo nei medici.

I meccanismi della censura su Facebook

Così nella pagina Facebook di Pierpaolo Sileri si è scatenata una vera e propria shitstorm da parte di utenti che – protetti dall’anonimato – hanno profuso un torrente di insulti contro i divulgatori. Nel thread la violenza verbale è inarrestabile, anche contro Sileri. Chi come David Puente, Elio Truzzolillo e Daniele Cereda è intervenuto per cercare di instaurare una conversazione civile sulla base dei dati è stato altrettanto investito di insulti e pesanti allusioni. Rafforzando una vulgata che purtroppo trova consenso anche in certi ambienti moderati, in base alla quale chi attraverso il debunking cerca di difendere una informazione basata sui fatti, non farebbe altro che ghettizzare e limitare la libertà di espressione altrui – la strategia dei novax si poggerebbe su un sistema obsoleto di Facebook per il controllo dei contenuti – mediante il meccanismo delle segnalazioni di massa e delle conseguenti sospensioni degli account. Nei thread di discussione, come è successo nella pagina di Sileri, si cerca di innervosire i detrattori, con palesi insulti, anche nei confronti di famigliari che non c’entrano con la discussione, al fine di ottenere da loro risposte che possono essere fraintese e segnalate come abusi. Esisterebbe una vera e propria struttura organizzata che si mette in moto per segnalare in gruppo determinati post e account, al fine di far scattare il ban di Facebook. In questo modo alcune organizzazioni si sbarazzano dei punti di vista diversi dal loro.

Propaganda, shitstorming e ban

Tra gli utenti che potrebbero aver organizzato la shitstorming e avviato il meccanismo di segnalazione al fine di sospendere i profili degli utenti sgraditi, i massimi sospetti cadono sul profilo fake di un certo "Marco Argenti". Del resto lo stesso David si è trovato l’account sospeso a seguito di un messaggio dove invitava questo personaggio a non nascondersi più dietro ad un account, prendendosi le responsabilità delle sue affermazioni ingiuriose, anche nei confronti di terze persone, ree di essere parenti stretti dei commentatori sgraditi agli antivax. É ormai difficile da ignorare che Facebook ha seri problemi nei suoi sistemi di controllo dei contenuti, come ha fatto notare in un articolo recente lo stesso Truzzolillo. L’aspetto preoccupante sta nell’eventualità che queste tecniche di censura – le quali fanno leva sulle lacune dei sistemi di moderazione del social network – possano essere utilizzate a livelli più vasti, durante le campagne elettorali e nei giorni stessi in cui avvengono delle votazioni importanti, permettendo a certa propaganda di dilagare, mentre le voci scomode possono essere facilmente silenziate. Intanto gli admin di Facebook cascano dalle nuvole, nonostante questo problema si sia manifestato già numerose volte, senza alcun segno di miglioramento, proponendosi di cercare di capire “cosa è andato storto”.