Si avvicinano le elezioni di medio termine in America, previste come da tradizione nel mese di novembre. Si torna così a temere l’ingerenza di possibili agenti esterni – come la Russia – nel normale svolgimento delle votazioni. E ancora una volta il modo in cui verranno usati dispositivi elettronici e social network potrebbe rivelarsi decisivo. Basti pensare che i candidati del Partito Democratico non potranno utilizzare dispositivi di marche quali Huawuei e ZTE, per scongiurare il rischio di essere spiati dal governo cinese. Così ci si aspettava anche un’iniziativa da parte del social network maggiormente additato durante le scorse elezioni presidenziali, che si è dimostrato essere permeabile ad operazioni volte a influenzare l’elettorato mediante la diffusione di fake news. I sospetti riguardo all’utilizzo del sito di Zuckerberg da parte dei servizi russi devono ancora essere ancora pienamente accertati, ma il rischio è sentito concretamente, specialmente dopo la batosta democratica alle presidenziali.

I buoni propositi di Facebook

Dei tentativi da parte di Facebook di prendere di petto il problema ci sono stati, ma fino ad ora hanno lasciato un po’ a desiderare. Così il recente comunicato pubblicato dal capo delle politiche per la sicurezza di Facebbok non è passato certo inosservato. Fa riferimento a “bad actors” che come nel 2016 starebbero tornando attivi nel produrre notizie false ed eventi fasulli, volti a fomentare l’odio razziale e l’invidia di classe. Ma il testo non trasmette mera impotenza, si vantano anche i successi nella cattura di alcuni “cattivi”.

In cosa consisterebbe il piano di Facebook?

Quindi Facebook ha finalmente un piano per far fronte alla “minaccia russa”. Di cosa si tratta? Dietro le quinte che bollesse qualcosa in pentola si poteva già intuire. Gli admin di Facebook si sono prodigati infatti a consultare esperti di comunicazione, compresi alcuni debunker, per raccogliere suggerimenti riguardo ai provvedimenti più urgenti, da attuare per arginare il dilagare delle fake news. In sostanza Facebook si prefigge lo scopo di trovare ed eliminare il maggior numero possibile di account "falsi" o "non autentici”; attuare strategie volte ad arginare la diffusione delle fake news; rendere più difficile agli estranei l’acquisto di spazi pubblicitari che promuovono candidati o ideologie che potrebbero influire sui risultati elettorali. Sono tutti buoni propositi, ma il problema è nel “come” si vorrebbero attuare.

Facebook ha ancora abbastanza tempo per attuare i suoi piani?

Una delle difficoltà più grandi sta nel fenomeno definito “fan out”: si scoprono dei soggetti facenti parte di una rete cospirativa e questi portano a scoprire nuovi nodi di questa organizzazione, e così via aprendo continuamente nuove piste e indagini, alla ricerca della testa del serpente. Si tratta di un lavoro evidentemente dispendioso e che richiede tempo, cosa che Facebook ormai sta per finire, visto che mancano tre mesi alle elezioni di medio termine. Al momento la strada più fattibile sembra essere quella di tenere sotto controllo gli acquisti di spazi pubblicitari nei contenuti elettorali, ma questo potrebbe creare degli intoppi anche per chi porta avanti campagne legittime. Staremo a vedere cosa tireranno fuori dal cilindro durante questi ultimi mesi.