video suggerito
video suggerito

In Cina arriva il riconoscimento facciale per maiali: li salverà dall’influenza

In questi mesi un’epidemia di influenza suina sta sterminando interi allevamenti di maiali in Cina, ma numerose aziende tecnologiche ormai propongono soluzioni basate su riconoscimento facciale e altri sistemi per contenere il diffondersi del morbo e ottimizzare altri aspetti dell’allevamento. Il problema per il momento sono ancora i costi.
A cura di Lorenzo Longhitano
134 CONDIVISIONI
Immagine

In questi mesi la Cina sta affrontando una grave crisi nell'ambito dell'allevamento dei suini: una epidemia di influenza che nell'ultima stagione è costata la vita di più di 200 milioni di capi in un Paese che ne produce 400 milioni all'anno ed è allo stesso tempo il più grande consumatore e produttore al mondo. A venire in aiuto degli allevatori — riporta il New York Times — stanno accorrendo diverse aziende hi tech cinesi, con sistemi di riconoscimento facciale, robotica e blockchain pensati per contenere l'epidemia e non solo.

Di rimedi per gli esemplari malati infatti purtroppo non ce ne sono: i vaccini non esistono e le cure sono inefficaci, il che lascia agli allevatori come unica opzione quella di evitare al maggior numero possibile di capi di contrarre il morbo prevenendone il diffondersi, ovvero isolando i soggetti infetti. A questo proposito Alibaba e JD.com, famosi in tutto il mondo per la loro attività nell'ambito dell'ecommerce, hanno pronti sistemi di videocamere dotati di algoritmi di machine learning per analizzare il muso dei suini e tentare di riconoscere in anticipo l'insorgere della malattia dalle espressioni facciali. Oltre a contenere le epidemie questi sistemi possono servire a ottimizzare altri aspetti dell'allevamento: possono rendere più efficace la distribuzione del cibo distinguendo i capi uno dall'altro e capendo quando sono stati nutriti a sufficienza per ridurre gli sprechi, come fa un sistema automatizzato prodotto da JD.com. Oppure possono dedurre lo stato di fertilità delle scrofe analizzando i segni vitali misurati con l'uso di dispositivi indossabili applicati a queste ultime.

Il problema è che il costo da sostenere per monitorare questi aspetti del bestiame è ancora troppo alto per la maggior parte delle piccole realtà cinesi: per il solo riconoscimento facciale (cioè per distinguere un animale da un altro, senza applicare al soggetto ulteriori analisi) si parla di circa 7 dollari per capo rispetto ai 30 centesimi necessari per gli attuali e dolorosi sistemi di marcatura auricolare. La speranza degli allevatori è dunque che il costo di queste soluzioni scenda velocemente, se non altro per poter mettere in piedi un sistema diffuso per riconoscere gli animali infetti e tracciare il percorso del virus — sistema che senza la collaborazione della maggior parte degli allevamenti non sarebbe efficace.

134 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views