Le prime reti 5G verranno accese in tutto il mondo a partire dai prossimi mesi, ma in alcune aree del pianeta stanno già iniziando a dimostrare cosa siano in grado di fare. In Cina in questi giorni ad esempio è stata effettuata un'operazione al cervello di un paziente distante più di 3000 chilometri dal suo neurochirurgo, utilizzando apparecchiature di precisione controllate a distanza proprio utilizzando un collegamento in 5G.

L'operazione, effettuata su un paziente affetto da morbo di Parkinson, è durata tre ore e consisteva nell'impianto di un neurostimolatore progettato per alleviare i sintomi della malattia. Non si è trattato di un esperimento fine a se stesso, ma di cause di forza maggiore: il neurochirurgo — impiegato a turni nelle strutture ospedaliere di Pechino e Hainan — si trovava in quest'ultima località quando le condizioni del paziente a Pechino hanno richiesto l'intervento, e il collegamento messo a disposizione in precedenza da Huawei tra le due strutture ha permesso di effettuare l'operazione.

Il maggiore beneficio garantito dall'utilizzo delle tecnologia 5G in situazioni come questa non riguarda tanto la mole di dati che è possibile trasportare sfruttando la nuova generazione di connessioni, quanto piuttosto l'alta reattività delle operazioni. Qualunque comando inviato da uno di due terminali appartenenti a questa rete ha il potenziale per arrivare a destinazione in appena due millisecondi, mentre le connessioni 4G ne impiegano in media una cinquantina.

La bassa latenza che contraddistingue le reti 5G le rende particolarmente promettenti in scenari in cui è fondamentale che azioni e reazioni scambiate da un capo all'altro delle comunicazioni avvengano in modo il più possibile simile a quanto ci si aspetta avvenga nella realtà. Il controllo di droni, automobili e dispositivi a distanza (magari indossando visori per la realtà virtuale) sono esempi perfetti, esattamente come la telemedicina.