Lo scontro tra editori e Google in Germania si era fatto duro nelle scorse settimane a tal punto che Google aveva deciso di visualizzare tra i risultati di ricerca solo il titolo e il link delle notizie. Nelle ultime settimane la dura battaglia era stata poi portata avanti da Axel Springer, il più grande editore del paese, insieme a 200 altri editori. La loro decisione era stata quella di abbandonare del tutto Google News. Dopo, appunto, due settimane gli editori sono ritornati sui loro passi. Il motivo che è negli ultimi 14 giorni il traffico sui loro siti di notizie è calato dell'80%, un crollo assoluto.

Google di fronte alle richieste di pagare gli editori in funzione delle porzioni di contenuto che venivano visualizzate attraverso Google News, aveva deciso di eliminare tutto, una decisione che non aveva precedenti. In seguito gli editori proseguirono con le loro richieste, nell'intento di costringere il colosso di Mountain View a cedere il passo. Ma da quanto si vede a cedere sono stati proprio gli editori vedendo il loro traffico crollare vertiginosamente.

Inoltre nell'esperimento portato avanti dai 200 editori, nelle due settimane il traffico dal motore di ricerca verso i siti è calato del 40%. L'ammissione di resa arriva proprio dall'AD di Axel Springer, Mathias Dopfner, il quale ha dichiarato alla Reuters che se avessero continuato con questa strategia quelli che sarebbero stati sbalzato fuori dal mercato sarebbero stati proprio loro. Va ricordato che Axel Springer, dal nome del fondatore giornalista, è l'editore del Bild, uno dei quotidiani più letti in Europa con una tiratura di 12 milioni di lettori, e anche di Die Welt. Il suo organico complessivo è composto da quasi 13 mila dipendenti e nel 2013 il suo fatturato è stato di quasi 3 miliardi di euro.

Quanto successo in Germania si inserisce in un contesto anti-Google in Europa, infatti è di qualche giorno fa l'introduzione della Google Tax, la "tasa Google", in Spagna contenuta nella "Ley de Propiedad Intelectual" (LPI), la legge sulla proprietà intellettuale che entrerà in vigore dal prossimo Gennaio 2015. Ma lo scorso anno una simile vicenda si verificò anche in Francia e anche in Italia. Resta da vedere quali effetti sortiranno le notizie che arrivano dalla Germania e se queste riusciranno a calmare un po' le acque. Senza dimentica che il neo commissario all'economia digitale, da poco insediato, Günther Oettinger, ha esplicitato che parte del suo programma sarà proprio quella di fare la guerra a Google. Da vedere in che modalità dopo queste notizie.