Può un ministro incaricato di proteggere il proprio Paese dalle minacce informatiche su uno scacchiere globale sempre più complesso non sapere cosa sia un mouse e come si utilizzi un computer? Pare di sì. Succede in Giappone, dove il ministro responsabile della sicurezza informatica, il sessantottenne Yoshitaka Sakurada, ha dichiarato durante un question time al cospetto del Parlamento nipponico di non avere mai usato un computer in vita sua: "non utilizzo computer in prima persona" — ha risposto a una domanda proveniente dai banchi dell'opposizione — "fin da quando ho 25 anni ho lasciato che fossero i miei impiegati e i miei collaboratori a occuparsene". E dal momento che ai tempi, nel 1975, i computer non erano decisamente diffusi né evoluti come lo sono ora, è molto probabile che il ministro non abbia mai effettivamente messo le mani su un dispositivo del genere, o perlomeno su una versione assimilabile a quelle utilizzati ad oggi.

Il motivo per cui l'avversione alla tecnologia di Sakurada è diventata una notizia solo recentemente è che il ministro ha ricevuto l'incarico solo poche settimane fa, in occasione di un rimpasto di governo seguito alla rielezione del primo ministro, Shinzo Abe, a capo del proprio partito. Da allora Sakurada ha già saputo rendersi artefice di svariate dichiarazioni controverse, ma una delle manifestazioni più preoccupanti di questo cortocircuito è avvenuta in occasione di una domanda sull'utilizzo o meno di chiavette USB sui dispositivi che gestiscono gli impianti nucleari del paese. Quella dell'infezione di macchinari industriali e di siti di controllo per le infrastrutture cruciali di un Paese attraverso l'utilizzo chiavette usb è una tipologia di attacco teorizzata da tempo, e se non contrastata da opportune contromisure può provocare danni di grande entità. Che il responsabile di queste contromisure risponda di non avere "sostanzialmente mai utilizzato" questo tipo di periferica denota se non altro una scarsa comprensione della materia in via di discussione.

Le dichiarazioni hanno fatto velocemente il giro dei social media in Giappone e — a stretto giro — anche in occidente, anche perché Sakurada non si occupa solo di cyber sicurezza ma è anche il responsabile dell'organizzazione dei giochi olimpici e paralimpici che il Paese ospiterà nel 2020, un evento ad alto tasso di innovazione sui dettagli della cui organizzazione il ministro si è però mostrato ripetutamente impreparato.