19 Settembre 2014
19:30

In Italia la telefonia è sempre più Mobile, male la banda larga

L’ultimo rapporto di Asstel rileva che in Italia la telefonia è sempre più Mobile. Le compagnie telefoniche fanno registrare nel 2013 un calo del 7% e un valore di mercato di 44,7 miliardi di euro. E negli ultimi 5 anni sono andati persi 9 miliardi di fatturato. Male la banda larga.
A cura di Francesco Russo

Il nostro paese è sempre più orientato verso il Mobile e questa è cosa ormai risaputa. Ma le dimensioni del fenomeno fanno si che nel nostro paese si comincia sempre più ad abbandonare il telefono, per come lo abbiamo sempre conosciuto, quello tradizionale, per i sempre più diffusi dispositivi mobili. E una nuova conferma la si trova nel nuovo rapporto di Asstel, "Rapporto sulla filiera delle Telecomunicazioni 2014", il quale certifica il 2013 è stato l'anno nero delle compagnie telefoniche con un calo del 7% e un valore di mercato di 44,7 miliardi di euro. E negli ultimi 5 anni sono andati persi 9 miliardi di fatturato.

Altro dato che il rapporto evidenzia è che anche il mercato dei cellulari sta dando segni di cedimento, con un calo che dal 2013 diventa in doppia cifra: -14% 2013, -4% nel 2012. E il calo sembra proprio addebitarsi all'emergere delle applicazioni mobili che via via sono andate sostituendo quelle attività tipiche dei cellulari, come l'invio degli SMS. Nel 2013 il calo degli SMS è stato del 13%. E' evidente che l'avanzata di applicazioni come WhatsApp e affini hanno sicuramente messo in crisi il mercato dei messaggini, per le loro caratteristiche di dinamicità e, non ultima, di gratuità.

E gli smartphone, sempre nel 2013, crescono del 12%, riuscendo ora a coprire il 71% del fatturato del settore in un anno, totalizzando 4,5 miliardi di euro. E anche i tablet crescono in maniera sostenuta: + 26%. Male invece il trend dei fornitori di apparati che hanno chiuso il 2013 con un calo del 7%.

Va però detto che dal 2012 sono in aumento gli investimenti nel settore Tlc sul totale degli investimenti delle imprese in Italia, cioè si passa dal 5% del 2011 al 6% del 2013. Nel 2013 la quota di investimenti da parte degli Operatori Tlc sui ricavi si è mantenuta costante rispetto all'anno precedente, cioè il 16%. Nonostante questo però, calano gli investimenti in proporzione alla perdita di fatturato, totalizzando 5,6 miliardi di euro, ossia -10% rispetto al 2012.

Lo scorso Luglio, uno studio della Commissione UE evidenziava come la banda larga in Italia crescesse meno della media europea. E anche questo trova conferma nel rapporto di Asstel. Alla fine del 2013 la penetrazione della banda larga fissa base, stimata in termini di sottoscrizioni sul totale della popolazione, è risultata pari al 23% contro una media Europea (a 28 paesi) del 30% e a fronte del 26% della Spagna, 34% del Regno Unito, 35% della Germania e 38% della Francia. E anche questo rapporto conferma il dato che riguarda la banda larga mobile, così come lo sottolineava lo studio UE. Sempre in termini di penetrazione l'Italia, in questo caso mostra un dato superiore alla media e cioè, il 66% della popolazione a fronte del 62% della media europea.

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