Nell'ultimo periodo diverse aziende attive nell'ambito della tecnologia e della condivisione di contenuti online si stanno attivando per limitare la diffusione di teorie antiscientifiche come quelle quelle alla base dei movimenti no-vax. L'ultima realtà a muoversi in questo senso è il portale di crowdfunding Indiegogo, che in questi giorni ha annunciato che bandirà dalle proprie pagine tutti i progetti volti proprio a instillare nell'opinione pubblica dubbi infondati sulla pratica dei vaccini.

L'annuncio è di settimana scorsa ed è arrivato nel bel mezzo di una campagna di crowdfunding aperta per finanziare la produzione di un documentario no-vax. Vaxxed II — questo il titolo del'opera — si annuncia come il sequel di un'opera del 2016 che ha scatenato polemiche fuori dalla ristretta cerchia della comunità degli antivaccinisti, e che diffonde in formato video tutte le più note teorie che circolano sulla presunta inefficacia e pericolosità dei vaccini. Contenuti come quelli diffusi da documentari simili sono privi di fondamento, ma comunque capaci di arrecare danni ingenti: la loro diffusione è legata a un calo a livello globale della copertura vaccinale per diverse malattie in tutto il mondo, la quale a sua ha causato la ricomparsa di una malattia a lungo tenuta sotto scacco come il morbillo.

Anche per questo le piattaforme online stanno sentendo sempre di più l'urgenza di togliere loro ossigeno: Facebook ha già annunciato che non consentirà più ai gruppi no-vax di promuoversi con annunci e renderà più difficile trovarli sulla piattaforma, e in modo simile agiscono già o agiranno presto anche Instagram, Pinterest e molti altri siti. Per quel che riguarda Indiegogo e Vaxxers II, il documentario riceverà comunque i soldi che è riuscito a raccogliere finora, ovvero circa 86.000 dollari. In futuro però tutti i progetti guidati dal medesimo intento saranno bloccati sul nascere e non potranno ricevere neanche un centesimo dai supporter che frequentano il sito.