Fa abbastanza riflettere che sia servita una dichiarazione semiufficiale per tranquillizzare gli animi, eppure è così: a quanto pare Instagram non ascolta attivamente le conversazioni dei suoi utenti. A ribadirlo è stato il numero uno della piattaforma, Adam Mosseri, nel corso di un'intervista a CBS This Morning durante la quale la presentatrice gli ha chiesto come sia possibile che il noto social proponga pubblicità mirate su prodotti discussi a voce poche ore prima nel corso della giornata.

Mosseri ha ammesso che si tratta di una domanda che gli viene posta spesso ed effettivamente l'opinione, per quanto non sia supportata da alcun tipo di prova, nel tempo si è ampiamente diffusa al livello di una diceria popolare; del resto è capitato a tutti che un argomento appena discusso con amici, colleghi o parenti si sia sospettosamente tramutato in un annuncio pubblicitario a poco tempo di distanza dalla conversazione. Le possibili spiegazioni per il fenomeno date da Mosseri però non risiedono nelle righe di codice dell'app, ma altrove.

La prima è che il fatto che l'algoritmo azzecchi in modo così puntuale e inquietante gli interessi specifici di un utente proprio nel lasso di tempo in cui li sta formulando fuori dallo spazio virtuale sia semplicemente pura fortuna. La seconda spiegazione chiama in causa psicologia e subconscio: "mettiamo che tu sia un appassionato di cibo e ristoranti; ne hai visto uno su Facebook o Instagram e l'hai trovato interessante, soffermandotici e magari lasciando un apprezzamento. Potresti averlo fatto sovrappensiero e poi l'interesse potrebbe essere riemerso più tardi e averti fatto decidere di tramutarlo in conversazione". L'annuncio pubblicitario, in casi simili, compare in relazione all'attività registrata sui social – quella sì ampiamente misurabile da Facebook ma a volte dimenticata dagli stessi utenti – e non alla conversazione avvenuta.