IPv4-e-IPv6,-ecco-le-cinque-cose-da-sapere-sul-nuovo-protocollo

IPv4 addio, benvenuto IPv6. Da oggi infatti parte la sperimentazione ufficiale del nuovo protocollo degli indirizzi internet, resosi necessario per scongiurare il pericolo (anzi la certezza) di un sovraccarico della rete. Quando lo standard IPv4 fu creato internet non era neanche lontanamente così diffuso e il numero limitato di indirizzi consentiti dal protocollo riusciva a soddisfare senza problemi le richieste dei (pochi) utenti. Fin dagli anni '80 però si è compreso come lo sviluppo del web sarebbe stato progressivo ed inesorabile e la rete, così come era concepita, entro il 2000 sarebbe arrivata al tracollo. Il numero degli internauti aumentato a dismisura, le connessioni a banda larga “always on” e soprattutto la diffusione di quelle mobili e l'informatizzazione dei nuovi mercati come quelli asiatici e sudamericani hanno richiesto così l'introduzione di un nuovo sistema che aumentasse il numero degli ip, sia per soddisfare le necessità della rete sia prepararsi al futuro ed evitare, o perlomeno rinviare, il bisogno di un altro cambiamento della struttura. L'operazione però si è rivelata tutt'altro che semplice, in quanto la rete si è progressivamente ingrandita e cambiare di punto in bianco la struttura che collega miliardi di computer avrebbe portato ad un caos di dimensioni apocalittiche. L'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, l'ente internazionale che si occupa proprio degli indirizzi ip ha perciò introdotto negli ultimi anni alcuni sistemi per far convivere insieme IPv4 e IPv6 durante il processo di transizione. Lo scorso anno, il 6 giugno, è stato festeggiato il World IPv6 Day, il primo test ufficiale di adozione del nuovo protocollo, durato 24 ore. Oggi l'esperimento si ripete ma la notizia è che molti big della rete, tra cui Google, Facebook, Yahoo e Microsoft (oltre ad altri 2600 siti) hanno annunciato l'adozione del nuovo protocollo (che ovviamente sarà affiancato al nuovo ancora per molto tempo).

Vediamo insieme quali sono le domande più comuni sul nuovo protocollo IPv6.

Perché è stata necessaria questa conversione dal protocollo IPv4?

Il vecchio sistema consentiva un numero di connessioni non superiore a 4,3 miliardi. Una cifra di certo alta, ma non sufficiente a soddisfare il mercato in costante crescita, basti pensare che l'area asiatica ha già terminato il numero degli indirizzi disponibili. Con l'adozione del nuovo protocollo il numero salirebbe a 2 elevato alla 128esima, in pratica miliardi di miliardi.

Cosa cambierà per gli utenti?

Nella prima fase in pratica nulla. Solo lo 0,05% degli utenti di tutto il mondo si stima che potrebbe avere qualche problema con la navigazione, in quanto il protocollo IPv4 sarà affiancato al nuovo ancora perlomeno per 10 anni, secondo le stime di Akamai.

È necessario qualche aggiornamento hardware o software?

Le ultime versioni dei più comuni sistemi operativi (Windows, Linux e Mac) sono già compatibili con il nuovo standard mentre non lo è la stragrande maggioranza di modem/router presenti nelle abitazioni. Va considerato però che buona parte di loro è in comodato d'uso da parte dell'operatore telefonico che è tenuto alla sostituzione gratuita dell'apparato con un modello adeguato (quando lo switch off sarà definitivo, ovviamente).

Cosa cambierà per gli operatori?

I provider telefonici saranno quelli che avranno invece maggior i problemi in quanto dovranno adeguare l'intera rete per supportare il nuovo protocollo. A disposizione degli utenti ci sono diversi siti (qui e qui) che offrono la possibilità di verificare che la propria connessione supporti l'IPv6. Abbiamo effettuato un test da Alice 20 MB, Windows 7 utilizzando Chrome come browser ed ecco il risultato:

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Naturalmente gli operatori avranno a disposizione un certo periodo di tempo per aggiornare i propri sistemi e per gli utenti non si prevedono grossi problemi di navigazione.

Cosa è cambiato con i due appuntamenti, quello del 6 giugno 2011 e quello di oggi?

Lo scorso anno il World IPv6 Day è stato solo un test di 24 ore in cui si è sperimentato il nuovo protocollo mentre oggi con il World IPv6 Launch è iniziata la prima conversione (nello specifico però, si tratta di un affiancamento al vecchio standard). I grandi della rete ed altri 2600 siti cominceranno ad adottare anche l'IPv6 anche se nessuno dovrebbe utilizzare già da ora esclusivamente il nuovo sistema.