Poco prima di abbandonare per sempre il colosso dell'ecommerce Alibaba, il suo fondatore Jack Ma si è lanciato in alcune previsioni piuttosto suggestive su come potrebbero andare le cose nella sua azienda e in generale nel mondo del lavoro di qui ai prossimi decenni. Il tema del resto è ampiamente dibattuto soprattutto nel settore tecnologico: riguarda l'evoluzione delle intelligenze artificiali e il ruolo che potrebbero avere nel sostituire parte della forza lavoro attualmente impiegata in tutto il mondo e in tutti gli ambiti. A dispetto di molte previsioni che aspettano questa rivoluzione con timore, l'ormai ex numero uno di Alibaba sembra essere decisamente ottimista: secondo Ma infatti machine learning e robot autonomi potranno ridurre la settimana lavorativa dei colleghi umani a un minimo storico impensabile, di appena 12 ore.

"Penso che le persone dovrebbero lavorare tre giorni alla settimana e per quattro ore al giorno", ha dichiarato Ma parlando al convegno internazionale sull'intelligenza artificiale che si è tenuto a fine agosto a Shanghai: "grazie all'intelligenza artificiale le persone avranno più tempo per dedicarsi ad attività che li rendano autenticamente umani; non ci sarà del resto bisogno di così tanti posti di lavoro". L'analogia portata sul palco da Ma per illustrare le sue parole è con la rivoluzione industriale e con i benefici portati dall'applicazione dell'elettricità ai sistemi produttivi, che si sono parzialmente trasmessi ai lavoratori e hanno portato a un accorciamento della settimana lavorativa.

Non è una posizione inedita, né priva di potenziali contraddizioni. Non è per niente detto infatti che le ore fatte risparmiare da algoritmi e robot non saranno reimpiegate dalle aziende per ottenere profitti maggiori anziché per liberare parzialmente i dipendenti dei carichi di lavoro che li opprimono oggi. E anche nello scenario in cui i robot sostituiranno completamente la forza lavoro tradizionale per "lasciare agli umani professioni che li rendano più felici", il cambiamento descritto non sarebbe automatico né privo di momenti critici. Per questo — ha ammonito Ma riprendendo tesi di altri esperti del campo — in questi anni andrà completamente riformato il sistema educativo, per preparare le nuove generazioni a un panorama lavorativo che sarà in costante cambiamento per gli anni a venire. Altrimenti "saranno guai per tutti".