I risultati finanziari trimestrali diffusi dalle società quotate in borsa hanno il potere di rendere queste aziende e i loro azionisti decisamente più o meno facoltosi nel giro di una giornata — e in queste ore a dimostrarlo ci sono almeno due casi. Il primo è quello di Twitter, che a causa risultati finanziari inferiori alle aspettative ha innescato un panico che gli ha fatto perdere in poco tempo il 20% del suo valore. Il secondo riguarda Jeff Bezos, l'amministratore delegato di Amazon e ormai ex uomo più ricco della Terra, che dopo un tonfo in borsa della sua creatura ha dovuto cedere lo scettro a un altro ex numero 1 — il fondatore di Microsoft Bill Gates.

A riferirlo è Forbes, che regolarmente mette in classifica lo 0,001% del pianeta posizionandolo in ordine di patrimonio personale in cassaforte. Similmente a quanto avvenuto con Twitter, Amazon ha pubblicato nelle scorse ore un rapporto trimestrale ai risultati sotto alcuni punti di vista deludenti; gli investitori non hanno gradito, e una svendita generale di azioni Amazon le ha fatte scendere del 7% in valore bruciando di conseguenza una parte cospicua degli averi di Bezos. Nello specifico si tratterebbe di quasi 7 miliardi di dollari persi in una sola serata, che hanno portato il patrionio del fondatore di Amazon a quota 103,9 miliardi di dollari contro l'ammontare di 105,7 miliardi di Bill Gates.

Quella tra Bezos e Gates è una lotta — se così si può definire la competizione tra due multimiliardari — aperta da tempo: era stato lo stesso Bezos a detronizzare il fondatore di Microsoft l'anno scorso, diventando per la prima volta uomo più ricco del mondo dopo 24 anni di dominio (almeno nelle classifiche di Forbes) da parte di Gates. Ora gli ultimi risultati trimestrali di Amazon hanno riportato le prime due posizioni del podio dorato a com'erano un anno fa, anche se non sono stati l'unico fattore determinante: il divorzio ad aprile tra Jeff Bezos e MacKenzie Tuttle era costato al magnate altri 36 miliardi di dollari.