Fino a meno di una settimana fa ringraziava con affetto i suoi primi 3 milioni di follower conquistati con un anno di duro lavoro e comicità su TikTok; ora fatica a tenere il conto dei nuovi fan, aumentati di più di 11 milioni in una manciata di ore. A 21 anni, Khaby Lame è ufficialmente il fenomeno italiano del momento su TikTok e si appresta a spodestare i creator italiani più seguiti sulla piattaforma grazie a 14 milioni di follower che crescono a migliaia ogni ora che passa.

La sua comicità semplice ma fulminante, basata su silenzi evocativi e un'espressività esilarante, gli sta facendo accumulare decine di milioni di visualizzazioni per ogni video che pubblica – tanto che alcune delle sue clip sono state viste più di 100 milioni di volte. Fanpage.it l'ha raggiunto per farsi raccontare chi è e come ha iniziato il suo percorso.

Quando ti sei accorto di quello che stava succedendo al tuo profilo TikTok?

Me ne sono accorto subito dopo il primo video che ha fatto veramente successo, anche rispetto agli altri che avevo già pubblicato nei mesi scorsi: quel video aveva fatto 7 milioni di like, e mi ha fatto capire che alla gente piacevano le mie espressioni di reazione; così mi sono detto detto continuiamo su questo formato, gli stitch.

Perché questa crescita improvvisa secondo te?

A parte la mia faccia da schiaffi [ride]… L'attenzione sul mio profilo non arriva solo dall'Italia. L'80 percento dei commenti arriva dall'estero, e ho capito che dovevo puntare proprio anche agli utenti che non parlano la mia lingua. La lingua più universale del mondo del resto è quella delle espressioni del corpo, anche su TikTok: far capire alla gente cosa vuoi fare, non dicendo niente. Nei video precedenti scrivevo in italiano: le clip funzionavano sempre, ma la crescita era molto più lenta e i video in totale facevano uno o due milioni di visualizzazioni al giorno.

 

Come ti sei avvicinato a TikTok?

Sono nato in Senegal e abito a Chivasso, dalle parti di Torino: un posto al quale sono molto affezionato e al quale devo tutto, in particolare alle case popolari di via Togliatti che sono state la mia famiglia. Fino a inizio 2020 lavoravo come operaio, facevo controllo numerico in una fabbrica di materiali plastici. Poi è arrivata la pandemia: ero in quarantena e, come tutti, mi annoiavo. Lì le ho provate tutte, ho provato a giocare alla Play come un dannato; ho provato ad allenarmi, ma sono durato due giorni e ho detto lasciamo perdere… Ho provato a fare di tutto. Poi diversi miei amici mi hanno consigliato di aprire un canale TikTok.

Io arrivavo da un canale YouTube con un amico che aveva solo 100 iscritti e all'inizio quasi mi vergognavo di avere TikTok, perché vedevo balletti e altre cose cringe e ho pensato "qui se mi faccio TikTok mi prendono in giro". Comunque ho iniziato portando humor a sfondo etnico, facendo ad esempio battute e autoironia su di me; parlavo poi di tutto quello che mi circondava, ma sempre in modo comico. Dopo circa 6 mesi sono arrivato a circa mezzo milione, e ho ricevuto il badge di verifica da TikTok; credo di essere stato tra i primi creator neri in Italia a ottenerlo.

Secondo te i creator neri hanno più difficoltà a ottenere visibilità all'interno della piattaforma?

Ottenere quel tipo di riconoscimento non è facile, a prescindere dal fatto che tu sia bianco o nero; io mi sono accorto di essere l'unico, e questa cosa mi ha reso felice, perché potevo far vedere a tutti che era possibile farlo, che non c'entrava il colore della pelle ma l'impegno e la costanza. Il badge poi non ha contribuito particolarmente a far aumentare la diffusione dei miei video, ma mi ha reso comunque felice. D'altro canto molta dell'attenzione che sto ricevendo dall'estero deriva anche dal riconoscimento che ho avuto in quanto creator nero su pagine a tema che mi hanno notato.

Quali sono i tuoi comici e la tua comicità di riferimento?

All'estero mi ispiro molto a Will Smith, mentre tra gli italiani l'unico che mi fa ridere veramente è Checco Zalone. Ho fatto anche molti video su Amedeo Preziosi, reinterpretandolo con il suo audio sotto. Sul canale poi ho portato anche temi più seri come il movimento Black Lives Matter, sempre tramite la comicità: cerco di attirare l'attenzione su un argomento e poi se qualcuno è interessato lo può approfondire.

Ora quali progetti hai per il futuro?

TikTok mi ha insegnato tanto, come un padre che ha insegnato a camminare al proprio bimbo; e più dei numeri quello che a me piace particolarmente è quando mi scrivono in privato "sto passando un periodo negativo, ma tu mi fai ridere"; per quanto quello che faccio sia spesso leggero, l'effetto che fa non lo sottovaluto e mi rende doppiamente felice. Prossimamente vorrò provare tante altre cose. Su YouTube ora credo mi seguirebbero in più di 100, ma sperimenterò anche con Twitch, insomma proverò ad allargarmi come si deve. So che è una sfida, perché ogni piattaforma è un ambiente diverso, ma niente è impossibile.