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L’Agenda Digitale non parte. Quanto stiamo perdendo?

Un’indagine del Politecnico di Milano ha stimato le perdite dovute al torpore burocratico e dirigenziale attorno all’attuazione delle misure dell’Agenda Digitale. Ingenti i mancati risparmi per il Paese.
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La School of Management del Politecnico di Milano ha condotto uno studio per valutare quanto ci costa la mancata attuazione dei punti dell'Agenda Digitale. L'obiettivo dell'Agenda Digitale è l'"efficienza", ma di inefficienza si parla finora se consideriamo che i ritardi che si stanno sommando comportano pesanti ripercussioni sulle casse del Paese. Quasi un milardo di euro le perdite stimate per ogni mese di ritardo nell'Agenda.

Perchè?

– la fatturazione elettronica verso la PA permetterebbe un risparmio di 1,1 miliardi di euro l’anno;
– la sanità digitalizzata ricaverebbe risparmi per 6,5 miliardi di euro l’anno;
– il ricorso al Cloud vale 1 miliardo di euro in tre anni e lo sviluppo di negoziazioni online – eProcurement – varrebbe 5 miliardi di euro ogni anno;
– la riduzione dei pagamenti in contante permetterebbe risparmi fino a 5 miliardi di euro, se si incrementasse la quota di pagamenti elettronici dall’attuale 20% al 30% del totale, sommando poi i benefici della conservazione elettronica degli archivi fiscali, che snellirebbe i controlli, ottenendo fino a 10 miliardi di risparmio dall' evazione fiscale mancata.

Lo stato di pending in cui si trovano queste attività comporta mancati risparmi fino a 995 milioni di euro. Quale la soluzione per interrompere questo torpore burocratico e dirigenziale? “oltre a leggi e piani pluriennali, servono poteri straordinari a manager che ripensino l’organizzazione e la concezione delle diverse strutture per sfruttare appieno le potenzialità all’ICT e valorizzare le migliori professionalità”.

Sembra, infatti, che anche i manager siano sotto accusa perché non propensi a cambiare le loro abitudini lavorative e troppo affezionati alle routine. Ma il concetto di "ammodernamento" è ignoto a così tanti?
Per quanto riguarda le PA, “è auspicabile ristabilire una corretta gerarchia delle decisioni e una vera responsabilizzazione, con il rispetto dei budget da parte delle entità locali”, avverte il Rapporto. Ma ancora si è lontani dalla meta.

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