27 Settembre 2013
15:11

L’Agenda Digitale non parte. Quanto stiamo perdendo?

Un’indagine del Politecnico di Milano ha stimato le perdite dovute al torpore burocratico e dirigenziale attorno all’attuazione delle misure dell’Agenda Digitale. Ingenti i mancati risparmi per il Paese.

La School of Management del Politecnico di Milano ha condotto uno studio per valutare quanto ci costa la mancata attuazione dei punti dell'Agenda Digitale. L'obiettivo dell'Agenda Digitale è l'"efficienza", ma di inefficienza si parla finora se consideriamo che i ritardi che si stanno sommando comportano pesanti ripercussioni sulle casse del Paese. Quasi un milardo di euro le perdite stimate per ogni mese di ritardo nell'Agenda.

Perchè?

– la fatturazione elettronica verso la PA permetterebbe un risparmio di 1,1 miliardi di euro l’anno;
– la sanità digitalizzata ricaverebbe risparmi per 6,5 miliardi di euro l’anno;
– il ricorso al Cloud vale 1 miliardo di euro in tre anni e lo sviluppo di negoziazioni online – eProcurement – varrebbe 5 miliardi di euro ogni anno;
– la riduzione dei pagamenti in contante permetterebbe risparmi fino a 5 miliardi di euro, se si incrementasse la quota di pagamenti elettronici dall’attuale 20% al 30% del totale, sommando poi i benefici della conservazione elettronica degli archivi fiscali, che snellirebbe i controlli, ottenendo fino a 10 miliardi di risparmio dall' evazione fiscale mancata.

Lo stato di pending in cui si trovano queste attività comporta mancati risparmi fino a 995 milioni di euro. Quale la soluzione per interrompere questo torpore burocratico e dirigenziale? “oltre a leggi e piani pluriennali, servono poteri straordinari a manager che ripensino l’organizzazione e la concezione delle diverse strutture per sfruttare appieno le potenzialità all’ICT e valorizzare le migliori professionalità”.

Sembra, infatti, che anche i manager siano sotto accusa perché non propensi a cambiare le loro abitudini lavorative e troppo affezionati alle routine. Ma il concetto di "ammodernamento" è ignoto a così tanti?
Per quanto riguarda le PA, “è auspicabile ristabilire una corretta gerarchia delle decisioni e una vera responsabilizzazione, con il rispetto dei budget da parte delle entità locali”, avverte il Rapporto. Ma ancora si è lontani dalla meta.

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