Ai posti di comando del prossimo volo diretto alla Stazione Spaziale Internazionale non ci sarà un essere umano, ma un androide: si tratta di Fedor, un robot antropomorfo sviluppato qualche anno fa dal ministero delle Emergenze russo per le operazioni di salvataggio e poi riprogettato per l'utilizzo da parte dell'agenzia spaziale russa Roscosmos. In anticipo di due anni rispetto alle prime ipotesi che lo immaginavano in orbita nel 2021, l'automa decollerà già il 23 agosto dalla Terra come parte della missione senza equipaggio Sojuz MS-14, per raggiungere per raggiungere i colleghi in carne e ossa a bordo della base orbitante.

Alto un metro e ottanta, Fedor (è un nome di battesimo ma anche l'acronimo per Final Experimental Demonstration Object Research) non è il primo automa dalle sembianze umane ad andare nello spazio, né a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale. Anni fa era toccato a Robonaut-2, ex inquilino della base che però è stato recentemente fatto rientrare per operazioni di riparazione e manutenzione; il gadget — costruito dalla NASA — dovrebbe fare ritorno a breve sulla ISS, ma non prima di settembre: non farà insomma in tempo a incrociare Fedor, il cui ritorno sulla Terra è previsto per l'inizio del mese prossimo.

Fedor pesa più di un quintale, ma nei video dimostrativi diffusi dall'agenzia spaziale russa si mostra comunque versatile e capace di movimenti precisi. A bordo della stazione orbitante effettuerà operazioni di test sul lanciatore Soyuz e sul sistema di sicurezza Launch Abort Sistem, teleguidato da alcuni operatori a terra. Questi ultimi indosseranno appositi sensori per inviare al robot impulsi precisi sui movimenti che dovrà compiere. Chi volesse seguirne le avventure può rivolgersi a Twitter, dove Fedor ha un account tutto suo sul quale vengono pubblicati (in russo) gli aggiornamenti che lo riguardano.