SpaceX ce l'ha fatta. Il razzo Starship SN15 è finalmente atterrato correttamente dopo un volo di prova senza esplodere né in volo né sulla rampa di atterraggio dove il razzo di Elon Musk si è posizionato correttamente in verticale, atterrando sui suoi supporti. È la prima volta che la Starship, la nave che porterà l'uomo nello spazio, riesce a completare correttamente il volo di prova, confermando la possibilità di volare e tornare a terra sana e salva. È il primo passo verso l'utilizzo del razzo di SpaceX nelle missioni spaziali del futuro, soprattutto quelle umane: la Spaceship porterà di nuovo l'uomo sulla Luna e, si spera, anche su Marte.

I lanci precedenti del programma Starship non erano andati esattamente come previsto: SN11, SN10 e SN9 sono tutti esplosi in fase di atterraggio, facendo parlare i media tradizionali di mezzi insuccessi. La realtà però è diversa: questi razzi sono prototipi iterativi il cui scopo è proprio quello di contribuire al perfezionamento del progetto, anche a costo di fallimenti pirotecnici. Se il razzo si fosse comportato alla perfezione fin dal prototipo iniziale sarebbe stato lo scenario ideale, e non ci sarebbero stati altri modelli dopo il primo.

Del resto la procedura alla quale deve sottoporsi per tornare a terra incolume non è banale: una volta arrivato alla sua massima altitudine e sganciato oltre la stratosfera il suo carico, starship deve effettuare una capovolta e ritornare a terra in verticale, utilizzando dei propulsori laterali per rimanere in equilibrio e rallentare a una velocità tale per cui l'approdo a terra non faccia collassare l'intera struttura su se stessa. Uno degli esperimenti più riusciti in questo senso è stato proprio il penultimo, quello che ha coinvolto Starship SN10: in quella occasione il razzo è riuscito a toccare terra senza danni, per poi esplodere a pochi secondi dall'atterraggio.

Il motivo per cui Elon Musk e la sua SpaceX si ostinano a perfezionare il razzo è semplice: ultimarlo darà agli scienziati un modo molto più economico per effettuare lanci nello spazio rispetto al metodo attuale, nel quale i razzi di lancio finiscono distrutti o parzialmente distrutti, richiedendo ingenti somme di denaro per ciascuna nuova missione. Il taglio dei costi è uno dei fattori che renderà finalmente possibile esplorare le prossime frontiere dell'esplorazione spaziale, tra le quali c'è anche l'arrivo dell'uomo su Marte.