Pochi giorni dopo la multa comminata ad Apple per le comunicazioni relative alla resistenza all'acqua dei suoi iPhone, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è mossa contro un altro colosso dell'informatica statunitense: si tratta del produttore di computer e accessori Hp, che è stato ritenuto colpevole di pratiche commerciali ingannevoli e aggressive nell'ambito della vendita di alcune delle sue stampanti laser e a getto di inchiostro. Secondo l'AGCM, nello smerciare alcuni di questi prodotti l'azienda ha omesso informazioni fondamentali per i suoi consumatori nel tentativo di spingerli ad acquistare cartucce e ricariche di stampa dal produttore originale, evitando quelle riciclate o acquistate da soggetti terzi.

L'Autorità ha multato Hp per un totale di 10 milioni di euro, individuando al termine dell'istruttoria due diversi comportamenti scorretti (per ciascuno dei quali è stato chiesto l'ammontare massimo del quale l'AGCM può imporre il pagamento, ovvero 5 milioni di euro). Il primo si riferisce alle comunicazioni con la clientela: all'interno delle stampanti Hp — riferisce il Garante — è infatti presente un sistema denominato Dynamic Security che riconosce le cartucce originali del produttore rifiutandosi invece di stampare quando identifica la presenza di ricariche non certificate. Secondo l'AGCM l'esistenza di questa misura non viene adeguatamente comunicata ai consumatori: questi ultimi, quando il sistema interviene notificando la presenza di una cartuccia proveniente da altri produttori, sono dunque indotti a pensare di dover comprare cartucce originali Hp a causa di presunte carenze o difetti delle alternative — mentre l'obbligo è il frutto di una scelta deliberata del produttore.

Il secondo addebito riguarda un'altra funzionalità legata al software incluso nelle stampanti. Il garante descrive un sistema che tiene traccia dei dati di consumo delle cartucce, generando informazioni che Hp può poi utilizzare per "creare un database utile per formulare le proprie strategie commerciali". Non solo: lo stesso sistema può tenere traccia dell'utilizzo di cartucce non originali, per fare in modo che le stampanti eventualmente guaste — una volta portate in assistenza — denuncino il comportamento del proprietario "ostacolando così la prestazione della garanzia legale di conformità".

Oltre a dover pagare la multa, conclude l'AGCM, Hp avrà 60 giorni di tempo per presentare un piano per rimettersi in regola rispetto ai comportamenti evidenziati dal Garante e 120 giorni di tempo per "modificare le confezioni di vendita delle stampanti in modo da indicare con evidenza le limitazioni all'uso di cartucce di inchiostro/toner non originali secondo il firmware installato".