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Da tempo ormai si parla della valuta virtuale che Facebook ha intenzione di lanciare l'anno prossimo, come metodo di pagamento funzionante in tutto il mondo sia online – a bordo delle sue piattaforme – sia nei negozi fisici che desidereranno accettarla. Il 2020 è ancora lontano, ma secondo quanto riporta TechCrunch il gruppo sarebbe pronto ad annunciare ufficialmente il suo ultimo prodotto, e anzi avrebbe programmato di farlo già settimana prossima. Stando alla testata infatti la criptovaluta si chiamerà Libra (anziché GlobalCoin come precedentemente riferito dalla BBC) e sarà tenuta a battesimo martedì prossimo, il 18 giugno.

Libra sarà utilizzabile online e offline

La società ha immaginato Libra per un utilizzo il più versatile possibile. Online si potrà scambiare gratuitamente all'interno di tutti i prodotti Facebook, dal social network a WhatsApp, passando per Instagram e Messenger; gli utenti potranno scambiarsi valuta tra loro ma anche utilizzarla per i pagamenti online a bordo delle piattaforme del gruppo e idealmente anche su altri siti web e app. Per quel che riguarda i negozi fisici accettare la valuta o meno sarà una decisione che toccherà ai commercianti – che Facebook potrebbe incentivare con commissioni particolarmente basse o altri vantaggi.

Ricaricabile con monete e banconote

Un aspetto interessante di Libra riguarda il fatto che Facebook sarebbe intenzionata a produrre delle stazioni automatiche presso le quali inserire banconote per ricaricare la propria riserva di valuta digitale – come dei Bancomat all'inverso. Alla base di questa scelta c'è la volontà di incentivare all'uso della valuta quella fetta di popolazione che non ha facile accesso a carte di credito e altri metodi di pagamento digitale: nei Paesi in via di sviluppo in particolare una soluzione del genere permetterebbe a milioni di persone di fare acquisti in una piazza virtuale alla quale fino a poco tempo fa non avevano accesso facile.

Non sarà volatile come il Bitcoin

Ecco perché Libra non sarà una criptovaluta come la maggioranza di quelle già in circolazione. Come già anticipato nelle scorse settimane, si tratterà infatti di una stablecoin – avrà cioè un valore che legandosi solidamente a quello di altre riserve non rischia di fluttuare rapidamente nel tempo. Il perché è facile da intuire: una moneta come il Bitcoin si è resa protagonista un'ascesa e una caduta spettacolari nel corso di appena due anni, gettando nell'euforia o nello sconforto coloro che ne hanno acquistato o venduto in quantità nei momenti più o meno propizi. Si è resa insomma uno strumento di speculazione che Libra non dovrà essere – o la maggioranza delle persone e degli esercizi commerciali rifiuteranno di prenderla in considerazione.

Con Facebook anche Visa e Mastercard

Stando al Wall Street Journal il social network non sarà l'unico soggetto a promuovere l'adozione della nuova valuta. Al fianco della casa di Menlo Park dovrebbero esserci vere e proprie istituzioni come Visa e Mastercard, insieme a soggetti nati e cresciuti in Rete come PayPal e Booking.com; si tratta di realtà di primo piano che – soprattutto nel caso delle prime due – non era scontato fossero entusiaste di una iniziativa simile. Secondo il quotidiano tutte le società coinvolte nel progetto dovrebbero donare 10 milioni di dollari ciascuna per lo sviluppo della valuta, e insieme dare vita alla Libra Association – un consorzio indipendente da Facebook che avrà il compito di conferire inizialmente stabilità alla moneta virtuale e successivamente di darle un futuro.