facebook elezioni europee 2019

Ormai è quasi da un anno che si parla di una ipotetica criptovaluta a marchio Facebook in fase di sviluppo presso la società di Menlo Park, ma di indiscrezione in indiscrezione tempi potrebbero essersi finalmente fatti maturi per il lancio. Secondo quanto riporta la BBC, il gruppo sarebbe infatti intenzionato a far debuttare il suo conio virtuale già all'inizio dell'anno prossimo, e potrebbe avviare una fase di sperimentazione già a partire da questo autunno subito dopo averne diffuso i primi dettagli in estate. La moneta non ha ancora un nome (per il momento è stata battezzata GlobalCoin dagli sviluppatori) ma da inizio 2020 dovrebbe essere disponibile in almeno una dozzina di Paesi.

GlobalCoin: a cosa servirà

Per il momento (e probabilmente fino a questa estate) di dettagli ufficiali sulla novità non ne emergeranno, ma è già chiaro che la criptovaluta servirà ad agevolare le transazioni che avranno luogo non solo all'interno di Facebook e Instagram, ma anche su WhatsApp; sulla piattaforma di messaggistica sarà infatti presto possibile inviarsi denaro tra utenti in tutto il mondo, e più in là effettuare pagamenti presso gli esercizi commerciali che decideranno di aderire al sistema. Attraverso il lancio della propria criptovaluta Facebook punta a legare a questi servizi anche chi non dispone di una carta di credito né di un conto corrente bancario – una fetta di popolazione particolarmente numerosa e predominante in Paesi in via di sviluppo come l'India.

Gli ostacoli da superare

In questi mesi, stando sempre alla BBC, i rappresentanti di Facebook si stanno incontrando e continueranno a incontrarsi con quelli di banche, aziende e governi (tra i nomi emersi ci sono quelli della banca centrale del Regno Unito, del dipartimento del tesoro degli Stati Uniti e di Western Union) che stanno offrendo consulenza al gruppo affinché possa realizzare la piattaforma che ha in mente. Al di là della sfida tecnologica e burocratica però, l'ostacolo più grande che Facebook potrebbe trovarsi ad affrontare è la diffidenza del mercato: la società in effetti è reduce da mesi non esattamente felici dal punto di vista della reputazione che si è fatta in termini di privacy; il lancio di una criptovaluta – un prodotto che fa della riservatezza un suo punto cardine – stride con gli scivoloni in fatto di bug e riservatezza dei dati che hanno contraddistinto l'ultimo anno del gruppo.