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Il caso Cambridge Analytica non accenna a diminuire la sua portata. Neanche dopo le scuse fatte da Mark Zuckerberg, nella sua prima uscita pubblica dopo lo scoppio dello scandalo, durante l'intervista alla CNN. A Wall Street il titolo ha pero anche ieri, annullando il risultato positivo del giorno precedente. Ma dal Regno Unito arriva la notizia che Facebook potrebbe addirittura perdere fino a 4 miliardi di euro l'anno di ricavi pubblicitari, proprio come conseguenza del caso Cambridge Analytica. Un esperto della società GBH Insights, Daniel Ives, ha riferito ai media britannici che questo scandalo potrebbe provocare una fuga di utenti che avrebbe come conseguenza la perdita di miliardi di euro in introiti pubblicitari.

Facebook potrebbe pagare a caro prezzo il caso Cambridge Analytica, nel vero senso della parola. Daniel Ives, della società di marketing GBH Insights, ha stimato che lo scandalo esploso in questi ultimi giorni potrebbe avere conseguenza pesanti per la società di Mark Zuckerberg. L'azienda con sede a Menlo Park potrebbe perdere fino a 4 miliardi di euro l'anno in introiti pubblicitari, una perdita importante in quella che è la vera linfa vitale della società. Si tratta di circa il 9 percento del fatturato dell'azienda e sarebbe dovuto al forte rischio che un grosso numero di utenti possano decidere di abbandonare la piattaforma.

Oltre alle autorità inglesi e americane, insieme a quelle europee, che vogliono non solo saperne di più su come sono andati i fatti, ma anche provare a regolamentare il servizio, Facebook adesso deve anche cominciare a considerare le conseguenze che potrebbero davvero metterla in difficoltà. Una notizia questa che si lega molto all'altra notizia che arriva sempre dal Regno Unito e cioè che gli inserzionisti britannici minacciano di abbandonare Facebook proprio in conseguenza della vicenda del sospetto abuso dei dati di decine di milioni di utenti. È quanto fa sapere l'Isba, l'organismo che rappresenta le maggiori agenzie pubblicitarie del Regno, il cui messaggio è: "Quando è troppo è troppo". David Kershaw, boss del colosso M&C Saatchi, conferma poi che la minaccia di passare su altre piattaforme "non è un bluff" in mancanza di garanzia di svolte sulla sicurezza dei dati.