Se da una parte le memorie di archiviazione di smartphone e tablet sono in costante crescita, allo stesso modo il bisogno di spazio degli utenti aumenta in maniera proporzionale, anche a causa dell'utilizzo di ottiche sempre più avanzate che generano file di dimensioni maggiori.  Un problema di non poco conto se consideriamo che i possessori di iPhone ed iPad non hanno la possibilità, a differenza di quelli Android, di aumentare lo spazio sul proprio terminale. Come ospitare ed organizzare quindi una mole crescente di contenuti? Il popolo di Cupertino da sempre utilizza iCloud, una piattaforma che negli anni ha mostrato però un numero crescente di bug e malfunzionamenti, oltre a dei limiti per quello che riguarda l'organizzazione degli elementi.

Un gruppo di sviluppatori ha perciò deciso di "interrogare" gli Apple-fan per scoprire i reali limiti dell'applicazione di Apple per svilupparne una versione alternativa ed evoluta, basata anch'essa naturalmente su cloud. E' nata così Loom, una piattaforma di archiviazione ed organizzazione di immagini che punta proprio a sostituire quella nativa integrata sugli i-devices, cercando di risolvere tutti i problemi comportati dall'utilizzo di iCloud.

L'elemento chiave di Loom è il suo motore "intelligente", una funzione che permette di acquisire ed archiviare immagini di una grandezza non superiore a quella necessaria al loro utilizzo. Se ad esempio vogliamo caricare un'immagine su Facebook, risulta inutile scattare una foto ad alta qualità (che il social network provvederà poi a ridurre), considerando poi che la fotografia rimane sul nostro terminale occupando uno spazio eccessivo. Lo stesso ragionamento vale naturalmente per altri tipi di utilizzi come lo scambio con altri device e così via, con la possibilità quindi di guadagnare moltissimo spazio sul cellulare senza dover cancellare ogni volta le immagini.

Oltre all'ottimizzazione della memoria interna dei device, lo scopo di Loom è quello di permettere un'organizzazione migliore dei contenuti su cloud. Da questo punto di vista la piattaforma sta passando ancora al vaglio diverse ipotesi anche in vista di una necessaria monetizzazione (attualmente è in beta test). Da una parte c'è la possibilità di offrire hosting in modalità freemium, ma in questo caso (a meno di offerte clamorose) si troverebbe davanti alla spietata concorrenza di altri big del settore come Google, Microsoft e Dropbox, che abbondano già di proposte gratuite soddisfacenti. Un'altra ipotesi alternativa invece prevede la possibilità per gli utenti di scaricare gratuitamente il proprio archivio in formato zip oppure, a pagamento, ricevere a casa un hard disk contenente al suo interno le immagini.