Facebook ha rilasciato una nuova funzionalità, il testo alternativo automatico, che consentirà ai milioni di persone non vedenti o con gravi problemi alla vista di poter avere una descrizione decifrabile con gli screen reader. Per ora la funzionalità è attiva solo sui dispositivi iOS e solo in lingua inglese, anche se Facebook ha in programma a breve di rilasciare la funzionalità in più lingue e disponibile per più piattaforme. Dietro questa operazione, che ha lo scopo di rendere la piattaforma più accessibile a tutti, c'è il primo ingegnere cieco di Facebook che negli ultimi mesi ha lavorato allo sviluppo del testo alternativo automatico.

Ogni giorno un miliardo di persone condivide immagini su Facebook, è la modalità di contenuto più usata sulla piattaforma ed è tra quelle che consente di avere maggiore interazione. Complessivamente tra Facebook, Instagram e WhatsApp sono 2 miliardi le foto condivise dagli utenti ogni giorno, ma ci sono centinaia di milioni di utenti che non posso vederle. Di fronte a questi dati Facebook, il cui motto è quello di rendere le persone connesse tra loro nel mondo, ha cominciato nei mesi scorsi a lavorare per realizzare una tecnologia che permettesse anche a quelle persone di avere una descrizione delle immagini e non solo il nome utente con la fredda dicitura "foto". Nel team che ha lavorato allo sviluppo del testo alternativo automatico c'è Matt King, primo ingegnere cieco di Facebook, che perse la vista per via della retinite pigmentosa, una malattia genetica che porta alla progressiva perdita della vista.

Ho sempre rifiutato l'etichetta ‘cieco', un termine che porta dietro di sè sempre accezioni negative. Invece nella mia vita ho scoperto che si può essere ciechi ma anche intelligenti.

"Su Facebook la gran parte dei contenuti sono sotto forma di immagini" – dice King – "tutto quello che accade ogni giorno è quasi sempre in formato visual. Di conseguenza, una persona ipovedente può essere esclusa da tutto ciò che accade sulla piattaforma, come se fosse un corpo esterno". La tecnologia in-house su cui ha lavorato il team di King usa un software per il riconoscimento degli oggetti, permettendo quindi la descrizione dell'immagine e il riconoscimento di cibo e veicoli. "Il nostro sistema di intelligenza artificiale è avanzato a tal punto" – continua King – "che è facile per noi programmare computer per la lettura delle immagini".

"Siamo ancora nelle prime fasi" – continua Matt King – "ma ci stiamo muovendo nella giusta direzione, con l'obiettivo di includere qualsiasi persona che voglia prendere parte alle conversazioni". Il prossimo passo sarebbe il riconoscimento facciale, ma ci sono molte resistenze da questo punto di vista, specie per quel che riguarda la privacy.