Si avvicina sempre di più la data in cui le città accoglieranno nelle proprie vie monopattini elettrici, hoverboard e tutti gli altri veicoli che fanno parte della categoria della micromobilità elettrica. Le prime sperimentazioni potrebbero partire già questa estate, e nelle ultime ore è stato fatto un ulteriore passo in questa direzione: il governo ha iniziato infatti a diffondere presso alcune istituzioni una prima bozza dello schema di decreto relativo alla sperimentazione, che contiene alcuni dettagli sui numerosi limiti che saranno imposti a questi veicoli.

Innanzitutto non saranno ammesse sulle strade tutte le tipologie di veicolo ma solo segway, monopattini, hoverboard e le relative varianti monoruota — tutti con marchio CE obbligatorio. La potenza del motore di questi dispositivi non dovrà superare i 500 W e la velocità massima consentita nelle aree pedonali sarà comunque di 6 km/h. Vien da sé dunque che tutti i gadget capaci di superare la velocità imposta dovranno essere dotati di un limitatore che consenta eventualmente di mantenerla entro i limiti.

I veicoli dovranno essere provvisti di clacson, mentre per circolare dopo il tramonto o in condizioni atmosferiche avverse dovranno disporre necessariamente di un sistema di illuminazione che comprenda luce fissa anteriore e catarifrangenti rossi (o luce rossa) posteriore; discorso simile per i conducenti di segway e monopattini, che di notte dovranno indossare giubbotto o bretelle retroriflettenti. Viceversa, in queste situazioni i veicoli dovranno essere trasportati a mano.

Nel documento non viene precisato in quali aree i mezzi potranno essere utilizzati, ma solo che hoverboard e varianti monoruota potranno circolare solo nelle aree pedonali; le altre decisioni nello specifico spetteranno ai singoli comuni coinvolti nelle sperimentazioni. Infine vengono definite ulteriori regole per i conducenti: i mezzi non potranno ospitare alcun passeggero né essere utilizzati per il trasporto o il traino di oggetti, e soprattutto potranno essere pilotati solo da maggiorenni o da minorenni con patente di categoria AM.

Chi già percorre le città a bordo di questi dispositivi potrebbe trovare eccessivi alcuni dei limiti imposti dalla bozza, ma per l'appunto va ricordato che al momento il documento non è definitivo. La sua diffusione anticpata rispetto all'inizio della sperimentazione ha lo scopo di raccogliere valutazioni e proposte di modifica da parte delle amministrazioni e le istituzioni che lo visioneranno in questi giorni: prima che i comuni avviino le loro sperimentazioni insomma il testo potrebbe subire dei cambiamenti.