Forse non tutti sanno che il pallone dei Mondiali di calcio 2018 è più tecnologico di quanto possa sembrare. All'interno del Telstar 18, questo il nome del pallone, si trova infatti un cuore tecnologico che rappresenta una prima volta per il leggendario torneo. Il nome non è una novità, anzi: il Telstar ha rappresentato il primo pallone Adidas utilizzato nei Mondiali, scelto per Messico 1970. Il nome è stato scelto come omaggio al satellite NASA Telstar, con il quale sono stati trasmessi i mondiali via satellite. Sostituito 8 anni dopo con il leggendario Tango, il pallone è tornato ora con il nome originale ma con un'anima tecnologica.

Quest'ultima è costituita da un chip NFC collocato appena sotto alla superficie del pallone. In questo modo la sfera è in grado di "comunicare" con l'esterno consentendo di sbloccare contenuti esclusivi da visionare attraverso l'utilizzo dello smartphone. Basterà avvicinarlo e questi contenuti saranno visualizzabili sullo schermo del dispositivo. A differenza di quanto si potrebbe pensare, il chip non registra dati come velocità o direzione del pallone ma serve solo per accedere a contenuti esclusivi. Insomma, per il momento non è un vero e proprio pallone "intelligente", ma più una piccola mossa di marketing.

L'idea è stata sviluppata da Adidas in collaborazione con Blue Bite e promette di svelare retroscena e curiosità sulla coppa del mondo e sullo stesso pallone. Come sottolineato anche dall'azienda produttrice, l'esperienza non sarà unica ma i fan potranno tornare ad avvicinare i loro smartphone al pallone ogni settimana per scoprire nuovi elementi da visionare. "L'idea dietro la palla è di tenere ingaggiati i fan ancor prima che il torneo abbia inizio" ha spiegato Rachel Furst di Blue Bite. "I fan avranno la possibilità di accedere diverse sfide e sbloccare video esclusivi". Il chip sarà ovviamente disponibile anche nei palloni acquistati nei negozi: le Telstar 18 hanno un costo di 150 euro.

Il Telstar 18 è quindi il primo pallone tecnologico della storia dei mondiali. Un elemento rispecchiato anche dalla scelta dei disegni per la sua superficie, che ricordano molto i pixel digitali. Nessun colore sgargiante, quindi, in favore di un semplice bianco e nero che va proprio a ricordare la prima edizione della sfera: nel 1970, con le televisioni in bianco e nero, un pallone con questa scelta cromatica era più visibile sugli schermi del tempo. Ovviamente a distanza di quasi 50 anni tutto il resto si è evoluto: dal 2006 il pallone dei Mondiali presenta saldature laser e non cuciture, perché queste ultime sono state accusate di causare movimenti a zig-zag della palla se colpita con forza. Come si comporterà il Telstar 18 sul campo, però, lo sapremo solo nei prossimi giorni.