21 Aprile 2011
12:31

Neelie Kroes e Tim Berners-Lee a difesa della Net Neutrality

Neelie Kroes, commissario europeo per l’Agenda Digitale, e Tim Berners-Lee, papà di Internet, difendono la net neutrality: “se gli operatori non la rispetteranno, la imporremo per legge”.
A cura di Anna Coluccino

Neelie Kroes, commissario europeo per l'Agenda Digitale, e Tim Berners-Lee, papà di Internet, si lanciano alla strenua difesa della net neutrality e di ciò che essa rappresenta per la definitiva affermazione del web libero e indipendente che tutti sognamo. La commissaria europea, in particolare, ha annunciato la ferma intenzione di dedicare l'intero 2011 alla verifica che gli operatori telefonici del vecchio continente stiano rispettando le regole di libera concorrenza del settore e non stiano mettendo in pericolo il diritto di accesso alla rete, creando navigazioni di serie a e navigazione di serie b, o qualunque genere di operazione che comporti la divisione dei cybernauti in viaggiatori di prima e seconda classe. Se il mercato non si revelerà in grado di autoregolarsi al fine di assicurare agli utenti la libertà di scelta, la Kroes ha già annunciato interventi legislativi. "Fissatevi bene in testa queste parole – ha detto Neelie Kroes nel corso della conferenza stampa – se le misure volte ad  incentivare la concorrenza non si riveleranno sufficienti a fare in modo che i provider forniscano agli utenti una reale libertà di scelta, sono pronta a proibire il blocco di servizi e applicazioni legittime. Non è giusto che Skype e altri servizi vengano limitati. È anti-concorrenziale". Verso la conclusione del suo intervento, la commissaria ha aggiunto: "Sono determinata a garantire che cittadini e imprese nell’ambito della Ue possano godere dei benefici di un’internet aperta e neutrale, senza restrizioni occulte e alle velocità promesse dai fornitori di servizi".

Nessun tentennamento, nessun cerchiobottismo, nessun compromesso: la rete dev'essere libera e neutrale; gli operatori non possono decidere cosa bloccare e cosa lasciar passare, a quali servizi concedere procedenza e quali rallentare, devono essere in grado di offrire la velocità che promettono e se non lo faranno da soli lo imporrà l'Europa per legge. Punto.

Dello stesso avviso è il papà di Internet Tim Berners-Lee che, in occasione della cerimonia di apertura degli uffici britannici del W3C ad Oxford (consorzio che controlla e promuove lo sviluppo di standard internazionali per il Web) ha dichiarato senza mezzi termini che "se si consentisse agli operatori di discriminare fra le svariate tipologie di contenuto le grandi società avrebbero il controllo completo sulle preferenze degli utenti. Potrebbero impedirgli di visitare siti considerati non politicamente corretti, religiosamente corretti, o anche commercialmente corretti" e questo -va da sé- segnerebbe la fine della rete per come la conosciamo.

Eppure, nonostante questa momentanea concordanza di intenti, la Kroes e Berners-Lee hanno una concezione molto diversa della rete. Se per la Kroes ciò che va garantito è la libera concorrenza sul mercato del settore, per il papà del Web quello alla connessione Internet dovrebbe essere un diritto inalienabile dell'essere umano. Lee, infatti, promuove una libertà di accesso molto più radicale di quella promossa dal commissario europeo, molto più vicina alla somministrazione gratuita che alla regolamentazione del mercato secondo principi di libera concorrenza, eppure -almeno su un punto- entrambi concordano: la neutralità non è negoziabile, o la si rispetta o saranno le prossime leggi a garantirne il rispetto.

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