facebook rapporto uk

Le ultime indiscrezioni raccontate dalla BBC hanno riportato sotto i riflettori il progetto in seno a Facebook di lanciare una propria criptovaluta. Tra i pochi dettagli noti della vicenda si sa che il gruppo sta chiedendo consulenze in tutti i settori toccati dal tema per poter arrivare preparato al lancio che prevede di effettuare all'inizio dell'anno prossimo. Tra questi però – ha aggiunto il Financial Times sempre in queste ore – ci sarebbe anche Gemini, piattaforma di scambio di valuta digitale nata e gestita dai fratelli Winklevoss, acerrimi rivali di Zuckerberg ai tempi della nascita di Facebook.

Chiaramente Gemini non è l'unica realtà con la quale i rappresentanti del gruppo sono entrati in contatto nel corso dell'avanzamento del progetto, che starebbe durando in segreto da un anno. Banca d'Inghilterra, Western Union, e non meglio specificati soggetti attivi nell'ambito del commercio online erano già stati nominati dal reportage della BBC; a questi il Financial Times ha aggiunto Jump e DRW (specializzate nel trading ad alta frequenza) e un'altra piattaforma di scambio di valuta oltre a Gemini, ovvero Coinbase.

Facebook potrebbe avere in mente di appoggiarsi a una piattaforma del genere per offrire ai propri utenti la possibilità di convertire facilmente la propria criptovaluta in altri formati, oppure potrebbe essere semplicemente in cerca di consulenza. Rispetto alle altre piattaforme in effetti Gemini ha una particolarità: è una delle poche ad aver ricevuto il permesso di lanciare una sua valuta digitale legata al valore del dollaro, e quindi meno volatile rispetto alle criptovalute da anni ormai protagoniste di rialzi e ribassi spesso repentini. Se il prodotto immaginato da Facebook fosse effettivamente una stable coin di natura simile, dovrebbe sottoporsi a una tipologia di scrutinio simile a quella subita dalla valuta di Gemini.