Per Apple i rapporti con la Cina sono importanti. Il paese fornisce e assembla le componenti per i suoi iPhone e nonostante le recenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti continua a essere una meta particolarmente frequentata dagli impiegati di alto livello del gruppo. Quanto frequentata di preciso lo rivela inavvertitamente United Airlines: la società è l'interlocutore privilegiato da Apple per gli spostamenti aerei, e in questi giorni si è lasciata sfuggire un documento riservato che descrive un accordo stretto con la casa di Cupertino in relazione agli spostamenti in Cina e nelle aree limitrofe.

Il documento è stato prontamente rimosso ma parla di ben cinquanta posti in business class riservati ogni giorno per la tratta che collega l'aeroporto internazionale di San Francisco con quello di Shanghai-Pudong, ovvero di un flusso costante di manager in visita presso i distretti di Shenzhen e Zhengzhou, dove sono concentrate la maggior parte delle società hi tech che con Apple hanno rapporti di fornitura costanti e frequenti.

È improbabile che ogni giorno da Cupertino e dintorni partano delegazioni di 50 manager o dipendenti, anche perché i viaggi non sono una passeggiata: il volo menzionato impiega 13 ore e mezza per giungere a destinazione, ma altre tratte particolarmente gettonate come Taipei e Hong Kong superano rispettivamente la barriera delle 14 e delle 15 ore.

Apple con tutta probabilità si riserva blocchi di posti in volo consapevole del fatto che molti non verranno utilizzati, ma il privilegio non costa poco: dal documento trapelato sembra infatti che il gruppo versi ogni anno a United Airlines più di 150 milioni di dollari. Non è chiaro però se sia ancora questo il caso: un portavoce di United Airlines è intervenuto sulla vicenda dichiarando che il programma non è più in essere.