Se siete appassionati di Fortnite, il fenomeno videoludico degli ultimi mesi, ormai lo sapete: il tanto atteso arrivo dell'applicazione per Android è stato accompagnato da una notizia che non ha fatto felici tutti gli utenti, cioè l'esclusiva temporale per smartphone Samsung. Che, di fatto, sta impedendo a tutti gli altri giocatori di mettere le mani sulla versione mobile del gioco, disponibile su iOS da ormai diverso tempo. Al netto di chi ha trovato scorciatoie per scaricare il gioco sul proprio Android, quindi, la maggior parte dei giocatori devono attendere il rilascio ufficiale o inserirsi nella lista d'attesa della versione beta sul sito di Epic Games. Ma anche quando sarà disponibile, l'app di Fornite non sarà scaricabile dal Play Store di Google. Perché?

I possessori di dispositivi Samsung e, in futuro, tutti gli utilizzatori di smartphone Android sono obbligati ad utilizzare il sito web di Epic e l'app store di Samsung per accedere al download di Fortnite. Persino la ricerca del nome del gioco su Play Store indica chiaramente che "Fortnite di Epic Games non è disponibile su Play Store". Ma perché optare per un sistema di distribuzione così complesso rispetto allo standard? Anche perché la procedura attuale è semplice ma non tanto quanto lo sarebbe stata su Play Store: bisogna recarsi sul sito di Epic, loggarsi, selezionare il download (appare solo da dispositivo Samsung o se si ottiene un invito per la beta) e scegliere se scaricare il file dal sito o dall'app store di Samsung. Una volta installato il file, questo procederà al download del gioco vero e proprio.

Ma perché non consentire direttamente il download del gioco dal Play Store, dove sarebbe stato possibile renderlo disponibile solo per dispositivi Samsung? Le motivazioni dietro questo espediente sono state rivelate direttamente dal CEO di Epic, Tim Sweeney. E riguardano, ovviamente, una questione economica. La spiegazione è semplice: lanciando il gioco al di fuori del negozio digitale di Google, Epic non dovrà pagare a Big G la fetta del 30 percento per gli acquisti in-app che invece avrebbe dovuto pagare se l'app fosse stata presente su Play Store. Tutte le applicazioni presenti nel negozio di Google, infatti, devono lasciare all'azienda il 30 percento del prezzo di acquisto dell'app e il 30 percento sui singoli acquisti in-app.