Obama

Sessanta milioni di americani hanno eletto – per la seconda volta – Barack Obama Presidente degli Stati Uniti. Come nel 2008, la macchina elettorale guidata da Jim Messina ha superato i 600 milioni di dollari di raccolta fondi, spendendo molto più di Romney, come precisa Giovanna Cosenza sul suo blog.

Leggeremo titoli come «Il trionfo dei social network» o «Obama ha vinto grazie ai social media», ma – ancora una volta – non è andata proprio così. I social media sono piattaforme di comunicazione online, necessarie ma non sufficienti per vincere una campagna elettorale. Allo stesso modo, i confronti in tv sono momenti importanti e delicati per i candidati, ma da soli neanche questi bastano per indirizzare il voto. Ogni strumento di comunicazione utilizzato durante la campagna Usa 2012 ha contribuito – più o meno – ad avvicinare gli elettori al politico, e viceversa. È proprio su questo campo – quello della relazione – che i social media hanno giocato una grande partita. Gli americani hanno partecipato attivamente alla campagna del proprio candidato: le interazioni (unità di misura della conversazione online) riscontrate su Facebook, Twitter, YouTube e Instagram,  hanno raggiunto cifre da capogiro, difficilmente raggiungibili da qualsiasi altro evento.

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Su Facebook, la Pagina Ufficiale di Obama ha venti milioni di like in più rispetto a quella di Mitt Romney. Per il Presidente il dato è impressionante se consideriamo che equivale alla metà dei voti ricevuti. Ma il risultato delle urne non ha presentato le stesse proporzioni: lo scarto tra i due, infatti, è stato di circa tre milioni di voti. Nonostante la netta differenza di like tra i due candidati, è interessante prendere in considerazione il post che ha ottenuto il maggior numero di interazioni durante la campagna elettorale, ovvero un’immagine pubblicata lo scorso 21 Agosto,  in cui Mitt Romney chiede ai sostenitori un aiuto a raggiungere il traguardo dei 5 milioni di like. Dunque, non un messaggio, né una proposta politica: il contenuto più apprezzato, condiviso e commentato dell’ultimo anno è un invito a interagire con la Pagina Facebook. La richiesta di un mi piace per tentare la rincorsa – inutile – ai like di Obama.

Qui emerge la differenza di comunicazione tra i due candidati. Il post della Pagina di Obama che ha ottenuto il maggior numero di feedback è parte integrante di uno storytelling, iniziato quattro anni fa e mai interrotto. Non è una richiesta di voto, né di un like in più, bensì un nuovo capitolo della narrazione che ha conquistato gli americani per la seconda volta.

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Così come i 30 milioni di like non hanno assicurato a Obama una vittoria schiacciante, neppure l’immagine che ha conquistato più apprezzamenti ha restituito a Romney alcun titolo, se non quello di “Most engaging Post”.

Su Twitter si può riscontrare una situazione analoga: il divario tra il numero di follower di Obama (più di 22 milioni) e quello di Romney (poco meno di 2 milioni) ha rispettato le gerarchie del voto, ma è stato ben lontano dal prevedere un risultato verosimile. Dunque, non esistono criteri o logiche che ci consentano di affermare che Obama abbia vinto le elezioni grazie a Twitter.

È  indubbio, invece, come  la piattaforma di microblogging abbia giocato un ruolo fondamentale durante la campagna elettorale. Un ruolo che ha favorito la diffusione dei messaggi con maggiore velocità, e ha permesso allo staff di avere le risposte e le reazioni degli americani in tempo reale. Con The Twitter Political Index, ad esempio, è stato possibile misurare giornalmente il grafico del sentiment generato attorno ai due candidati, analizzando più di 400 milioni di tweet inviati ogni giorno dagli utenti e prendendo in considerazione i temi più importanti della campagna elettorale. La Political Engagement Map, inoltre, ha consentito di tracciare Stato per Stato l’engagement dei principali tweet dei due politici.

Quando ripenseremo al ruolo di Twitter legato alle Elezioni Usa 2012, ricorderemo, senza dubbio, il tweet passato alla storia per il numero più alto di interazioni: «Four more years.»,  più di 700 mila retweet e tra i preferiti di quasi 300 mila utenti.

Questi dati ci aiutano a quantificare il cambiamento in atto nel mondo dell’informazione e della comunicazione, grazie alle piattaforme di social networking. Tuttavia, non ci consentono di dire che Obama ha vinto grazie ai social media. Ha vinto perché gli elettori hanno deciso di fidarsi di lui, della sua storia, del suo racconto. I social network – Facebook e Twitter, su tutti – sono stati di grande aiuto per amplificarne la portata. Né più, né meno del quotidiano cartaceo o di quello online; né più, né meno dei Tg nazionali.