Se ne parla ormai da mesi, ma finalmente la possibilità di utilizzare WhatsApp anche su computer e tablet senza telefono collegato a Internet potrebbe essere in arrivo. Ad affermarlo è la comunità di WABetaInfo che ha accesso in anteprima alle versioni preliminari dell'app e che ha avvistato per la prima volta alcune prove tangibili che rimandano all'arrivo per i primi utenti del cosiddetto supporto multi-dispositivo, che renderà possibile messaggiare da qualunque gadget a prescindere dallo stato dello smartphone al quale è legato l'account.

La novità andrà a creare una lista di dispositivi collegati a un determinato account, in modo formalmente simile a quanto già avviene con WhatsApp Web, ma nei fatti molto diverso. L'interfaccia per browser dell'app si limita semplicemente a ricevere informazioni dallo smartphone principale dell'utente: se quest'ultimo non è raggiungibile perché spento o offline, WhatsApp Web è inutilizzabile. Tra pochi giorni o settimane, la lista dei dispositivi collegati renderà possibile legare a uno stesso account più prodotti: il telefono con il numero di cellulare dell'utente, più altri telefoni, tablet o computer, fino a un probabile numero massimo di 4 gadget. Tutti i dispositivi potranno accedere agli stessi contatti, alle stesse chat e agli stessi contenuti multimediali in qualunque momento.

Praticamente tutte le piattaforme di messaggistica offrono già questa possibilità da tempo. WhatsApp è rimasta indietro perché ha finora privilegiato lo sviluppo della crittografia end-to-end dei messaggi — un aspetto che rende complicato replicare l'esperienza su più dispositivi. Tra poco però chi lavora spesso lontano dal telefono potrà accedere a tutti i servizi di WhatsApp anche da altri dispositivi: le schermate della nuova funzionalità erano già trapelate online nelle settimane scorse, mentre sembra che a giorni la prima ristretta cerchia di utenti potrà effettivamente testare in anteprima la novità. Una volta che la tecnologia sarà stata messa sufficientemente alla prova, gli sviluppatori saranno liberi di introdurla nelle versioni finali dell'app.