facebook estremismi

A partire dall'anno prossimo gli utenti di Facebook che desiderano trasportare tutte le loro foto e i loro album su un servizio concorrente avranno finalmente un modo comodo per farlo. Ad annunciarlo è stato proprio il social network anticipando che i suoi sviluppatori sono sul punto di ultimare un sistema per trasferire automaticamente i contenuti multimediali sul servizio di archiviazione fotografica Google Foto. Per il momento la novità è disponibile soltanto in Irlanda – dove ha assunto i connotati di un test di funzionamento – ma entro i primi mesi dell'anno prossimo dovrebbe essere messa a disposizione in tutto il mondo.

Non solo Facebook e Google Foto

Il sistema è basato sul Data Transfer Project, una piattaforma sulla quale Facebook sta lavorando da mesi insieme ad altri grandi nomi del panorama hi tech come Microsoft, Google, Twitter e Apple. Lo scopo del progetto è proprio quello di creare un linguaggio comune a tutti i sistemi di archiviazione cloud che sottostanno ai servizi offerti da queste aziende: in questo modo non solo le foto, ma anche le descrizioni e le relative interazioni possono migrare da un sito all'altro senza dover essere scaricati dall'utente uno per uno e ricaricati online.

Facebook ha già anticipato che in futuro gli utenti potranno trasferire i propri album non solo su Google Foto, ma anche presso altri servizi (come quelli degli altri membri del progetto, che è probabile daranno presto la possibilità di fare altrettanto). Inoltre – dal momento che il Data Transfer Project si basa su codice sorgente aperto – qualunque azienda o sviluppatore indipendente può sfruttarlo per offrire agli utenti di scaricare in blocco i propri dati da Facebook per trasferirli automaticamente su un altro sito oppure organizzarli comodamente in un'altra app.

Facebook in effetti offre da tempo agli iscritti la possibilità di scaricare una banca dati comprensiva di tutto ciò che hanno caricato sul sito nel corso degli anni, ma il procedimento non è particolarmente intuitivo né facile da trovare, e genera un archivio compresso che la maggior parte degli utenti non saprebbe probabilmente come utilizzare. Rendere il processo più semplice potrebbe invece far venire meno uno degli incentivi più efficaci nel convincere i critici di Facebook a rimanere sulla piattaforma: il timore di perdere i ricordi di una vita o di essere costretti a trovare modi macchinosi per salvarli.