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L'era del 5G nel mondo degli smartphone e delle reti mobili non è ancora entrata nel vivo, ma nel campo della ricerca scientifica da oggi si può iniziare già a parlare in termini pratici della prossima generazione di comunicazioni wireless. La notizia arriva dal Giappone, dove un team dell'università di Osaka è appena riuscito a sfruttare l'intervallo di frequenze dei Terahertz per stabilire una comunicazione senza fili capace veicolare flussi di dati da ben 30 gigabit al secondo. Il traguardo raggiunto ha numerose applicazioni pratiche tra le quali si cela, in futuro, l'avvento delle reti cellulari 6G.

Il salto di qualità

Lo spettro di lunghezze d'onda dei terahertz è particolarmente difficile da sfruttare: le frequenze che dovrebbero portare i segnali sono troppo elevate per essere gestite in modo efficiente dalla normale componentistica elettronica, e le interferenze che le disturbano talmente forti da rendere incomprensibili i dati trasmessi. Il trucco che ha fatto fare il salto di qualità nella ricerca sulle comunicazioni è stato l'utilizzo di un diodo a tunnelling risonante per l'antenna di ricezione, una componente elettronica che permette a oscillatori e ricevitori di superare questi ostacoli e di operare efficientemente a queste frequenze.

Risultato senza precedenti

Il ricevitore ideato dai ricercatori vanta una sensibilità di 10000 volte maggiore rispetto a quelli finora impiegati, il che ha permesso di raggiungere il traguardo dei 30 gigabit al secondo, ovvero "la più alta velocità di trasmissione dati wireless priva di errori mai raggiunta da un'apparecchiatura elettronica". Una velocità di trasferimento dati simile fa impallidire le attuali reti 4G e supera abbondantemente anche gli attuali limiti delle future reti 5G, ma non è che l'inizio per questo tipo di trasmissioni.

6G e oltre

Tra gli obbiettivi fissati dagli esperti nel settore delle telecomunicazioni per lo sviluppo delle reti 6G (delle quali si inizierà comunque a parlare verso il 2030) c'è infatti il raggiungimento di velocità ben più elevate, dai 100 ai 1000 gigabit al secondo. La conquista dello spettro di frequenze dei Terahertz era la chiave individuata per arrivarci, e il primo passo in questo senso è stato finalmente fatto: l'obbiettivo ora è puntato sul miglioramento di questi risultati e sui possibili impieghi anche in ambiti alternativi, come radar ad alta risoluzione e rilevatori spettroscopici.